Il popolamento etrusco/1 – Gli abitati

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Il popolamento etrusco/1 – Gli abitati

1.

A Pedrignano sono stati scoperti il fondo di una capanna a pianta ellittica con palo centrale per il sostegno del tetto e, nei pressi della capanna, la parte inferiore di una piccola fornace, costituita da una fossa di circa un metro di diametro con pareti alterate dal calore, carboni e argilla concottata all’interno. A sud di queste strutture erano presenti diverse canalizzazioni ad andamento ortogonale e, a est dei canali, alcune sepolture, a incinerazione e a inumazione. Tra il vasellame rinvenuto, prevalentemente databile tra la fine del VII e il VI secolo a.C., spicca l’alto numero di recipienti in bucchero, tra cui la forma piuttosto rara denominata “fiasca del pellegrino”; il tipo si rifà agli esemplari in lamina di bronzo a loro volta imitazione dei contenitori in materiale deperibile entro cui si trasportavano piccole quantità di liquidi.

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Il popolamento etrusco/1 – Gli abitati

2.

In questa zona era presente un nucleo insediativo apparentemente piuttosto vasto, comprendente resti di abitazioni, strutture produttive, sepolture. Era riconoscibile una capanna ovale, delle dimensioni di circa 10,50 x 6,50 metri e con parte inferiore sottoscavata; al suo interno, in una fossa probabilmente tenuta chiusa da una botola, è stato recuperato un dolio contenente alcuni vasi, una fusaiola e 12 pesi da telaio a ciambella, impiegati per tenere tesi i fili nei telai verticali. Nei pressi della capanna erano presenti dei pozzetti forse di estrazione dell’argilla, poi riutilizzati come fosse di scarico, e tre piccole fornaci, una delle quali danneggiata dalla realizzazione della capanna stessa. I materiali recuperati si datano alla seconda metà del VI secolo a.C.

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3.

A San Pancrazio il ritrovamento di ben otto fornaci per ceramica rivela l’esistenza di una vera e propria zona produttiva; tutte avevano camera di combustione a pianta circolare con diametro di circa un metro, mentre diverse erano le caratteristiche del prefurnio, a volte stretto e allungato, a volte largo come la camera di combustione. Tali differenze potrebbero essere legate alla produzione di vasi di tipo diverso. Associate alle fornaci erano due ampie fosse ellittiche, forse fondi di capanne o zone per depositi di materiali o derrate. Oltre ai resti più o meno conservati di vasellame, sono state recuperate fusaiole e rocchetti. I materiali si datano tra il VI e gli inizi del V secolo a.C.