La Galleria del Teatro. Le Feste

Il Teatro Farnese fu terminato nel 1618 per uno spettacolo-torneo di Alfonso Pozzo, La difesa della bellezza, mai andato in scena, dacché Cosimo de Medici annullò il previsto viaggio a Milano per ragioni di salute. Venne inaugurato solo dieci anni dopo, per festeggiare l’ingresso a Parma della sposa del duca Odoardo Farnese, Margherita de’ Medici, con una serie di eventi posti nelle mani di un “letterato-regista”, Marcello Buttigli.

Finalizzata a stupire per magnificenza, la sala era lunga 87 metri, larga 32 e alta 22, sovradimensionata rispetto alla piccola corte e per questo utilizzata solo nove volte, sempre per eventi dinastici, l’ultimo dei quali nel 1732, in onore di Don Carlo di Borbone. Le rappresentazioni inscenate nell’edificio vennero tutte pensate come fulcro di complessi cortei propagandistici che si snodavano con scenografie effimere lungo il percorso che conduceva in città le nuove duchesse.

Di origine rinascimentale e ispirati agli antichi trionfi, tali cortei erano stati riallestiti per la prima volta nel 1536 su idea di un Farnese, papa Paolo III, per onorare il viaggio di Carlo V a Roma. Erano divenuti poi una moda che da Firenze, Napoli e Milano, si era diffusa in tutt’Europa, volti alla celebrazione dinastica e indirizzata sia alle altre corti che ai sudditi. A Parma toccarono vertici altissimi per fasto e splendore, costituendo quasi un esordio del gran teatro del barocco con il fine della persuasione e della legittimazione politica del ducato.

Crediti Fotografici
ph. Giovanni Hänninen

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