Una replica, di cui esistono tre frammenti alla Galleria Estense di Modena (e riferiti alle teste di Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea e la Maddalena) – già attribuiti al Mastelletta (Pallucchini 1939) ma dal Longhi (1940) giustamente assegnati al Badalocchio – presenta il medesimo impianto compositivo della nostra tela. Questa fa parte di una serie di Deposizioni (vedile elencate, assieme a copie e derivazioni, dal van Tuyll 1980, p. 186) eseguite dal Badalocchio per lo più in sviluppo verticale, dalla più nota (Dulwich Picture Gallery), con la Maddalena, in basso a destra, esattamente nella stessa posizione come appare nel nostro dipinto. In più, l’esistenza di un disegno del British Museum (inv. 1946-7-13-1297; gessetto nero e bianco, carta beige, mm 378 x 303) per la medesima figura conferma l’attribuzione del dipinto al Badalocchio stesso; e come tale esposto di recente a Monaco (1998-99). Una datazione attorno al 1618 ci sembra la più attendibile. Una copia, del Massarini, è conservata alla Pinacoteca Fontanesi di Reggio Emilia (Pirondini 1995, fig. l32).
Bibliografia
Inventario… 1832-1851, n. 21;
Arisi 1960, p. 319, n. 478;
Borea 1975, pp. 81-82;
van Tuyll 1980, p. 182;
Causa Picone 1989-90, pp. 195, 198, 200;
Pirondini 1995, p. 102, n. III.Mostre
Monaco 1998-99.Scheda di Mario Di Giampaolo, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Seicento, Franco Maria Ricci, Milano, 1999.