• Titolo: Timpano con una santa e quattro fedeli
  • Autore: Anonimo
  • Data: XII-XIII secolo
  • Tecnica: Mediorilievo
  • Dimensioni: h 45, base maggiore 92 (max cons.), base minore 33 (max cons.), spessore 23-27
  • Provenienza: Ignota; già Parma, Museo Archeologico
  • Inventario: GN1831
  • Genere: Scultura
  • Museo: Galleria Nazionale
  • Sezione espositiva: Antelami e il suo tempo

La lastra trapezoidale presenta lacune sul lato sinistro e nelle basi e corrosioni in corrispondenza dei volti; lo spessore del calcare è massimo alla base e si restringe progressivamente verso l’alto; sulla base minore si nota un solco con foratura per l’immorsatura del pezzo.
La cornice piatta che corre lungo i lati è rifinita nella parte superiore con un’arcatura trilobata decorata con due gigli. La figura femminile al centro ha i capelli raccolti in trecce e una corona a fascia, indossa una lunga veste trattenuta in vita e fittamente pieghettata e un mantello fermato sul petto, tiene la mano destra alzata in atto benedicente, mentre con la sinistra regge un libro. Ai suoi lati due figure più piccole sembrano reggerle il mantello; infine, alle estremità, due oranti inginocchiati tendono le mani congiunte nell’atto della preghiera.

La lastra è pubblicata dalla Fornari Schianchi (1989), che, dopo aver identificato la figura centrale come la Vergine, ne evidenzia i caratteri di derivazione antelamica ma con soluzioni plastiche arcaicizzanti nella definizione delle figure e nella sommaria esecuzione delle vesti come in certa parte della produzione del contado parmense e propone una cronologia fra il XII e il XIII secolo.

La Zanichelli (1990b) accetta sostanzialmente la datazione, ma non l’identificazione della figura centrale con la Vergine, e attribuisce il timpano alla bottega del Maestro di Santa Margherita “come conferma una più accentuata attenzione per gli elementi provenzali, evidenti oltre che nei drappeggi, nel modo di impaginare le figure”.

L’iconografia della figura centrale è certamente assimilabile a quella mariana, anche se non è prerogativa esclusiva della Vergine. Basti pensare, per fare un solo esempio molto vicino al pezzo qui in esame, alla Santa Margherita con una mano alzata e con un libro nell’altra come è rappresentata nella lastra di Fornovo. Per le figure laterali purtroppo le corrosioni dei volti non permettono una identificazione precisa, anche se sembra che la figura che regge il mantello alla destra della Vergine sia femminile, mentre l’altra forse è maschile. Confronti non solo iconografici, ma anche stilistici, portano ad accettare l’attribuzione di questo timpano a uno scultore legato all’officina del Maestro di Santa Margherita e una cronologia tra la fine del XII secolo e l’inizio del seguente.

Scheda di Maria Pia Branchi tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere dall’Antico al Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1997.