La santa siede infatti con composta fermezza sul terribile ordigno del supplizio, che si rivolge contro gli stessi carnefici terrorizzati e atterriti uccidendoli, mentre un angelo scende repentinamente dal cielo a salvarla.
L’affresco esibisce le stesse caratteristiche stilistiche degli episodi precedenti, anche se in questo particolare caso il Maestro accentua l’espressionismo dei volti, rendendoli simili a maschere grifagne.
I tratti fisionomici esasperati e di tagliente durezza rimandano poi a quelli dei dannati nel Giudizio universale della quarta cappella di destra della cattedrale di Lodi, ora vestibolo d’accesso alla medesima.
Scheda di Antonella Gigli, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Dall’Antico al Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1997.