Lo Sposalizio mistico di santa Caterina col Cristo adulto è assai raro nella cultura figurativa lombarda dei secoli XIV e XV, se si esclude l’affresco di uguale soggetto dell’oratorio di Santo Stefano a Lentate sul Seveso (Milano). Anche in questo episodio e nell’intero ciclo Caterina è rappresentata come una nobildonna con le lunghe chiome bionde, vestita di una cipriana bianca e rossa dall’accentuata scollatura.
Le dame del seguito esibiscono vesti dai panneggi preziosamente cadenzati e scivolanti, ma sforbiciati alla base e con ricche decorazioni stampigliate.
Può essere attribuito con certezza al Maestro che dipinge l’episodio precedente per le stringenti affinità stilistiche nella definizione dei panneggi, nelle figure sottili e allungate, nella fisionomia dei volti e nelle scelte cromatiche preziose e raffinate.
Scheda Di Antonella Gigli, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Dall’Antico al Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1997.