Lo studio ad acquarello, meditato con diligenza nella resa degli effetti chiaroscurali, ottenuti stendendo piccoli puntini o tratteggi usando tono su tono su tutta la figura, interpreta l’opera di Parmigianino irrigidendo un po’ i gesti e l’espressività, nonché impregnando di classicismo il volto del santo, mentre rende con più vivacità la testa del cavallo.
Bibliografia
Martini 1873b, p. 10;
Ricci 1896, pp. 282-283;
Medioli Masotti 1973, pp. 134, 156, 164.Mariangela Giusto, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.