Nel 1834 la tela era nella galleria dei Ritratti del Palazzo del Giardino; durante la dispersione del patrimonio ducale nel 1868 venne assegnata alla Biblioteca Palatina e da questa trasferita nel 1887 alla R. Pinacoteca.

In passato si era creduto che fosse opera di Scuola spagnola, poi che fosse opera originale di Sustermans, ma che raffigurasse Margherita Violante di Savoia, prima moglie di Ranuccio II, mentre ora il confronto con il ritratto di Margherita Violante conservato al Quirinale (Giusto 1995a, p. 15), non dà adito a equivoci e possiamo sostenere che ritragga invece la duchessa Margherita de’ Medici, moglie dal 1628 di Odoardo Farnese.

Fu lei a chiamare a corte più volte il ritrattista Giusto Sustermans, che si trovava a Firenze al servizio dei Medici e le fonti documentano un suo primo soggiorno a Parma e a Piacenza nel 1639 (Baldinucci 1812, pp. 50 sgg.), dove dipinse l’intera corte ed è probabile che a quella data abbia eseguito un ritratto di Margherita simile a questo.

Il dipinto, se pur ben costruito nel volto e nel disegno del ricco e complesso ricamo dell’abito, è probabilmente una copia o replica di una versione in ovale, non ancora rintracciata. Rispetto alle opere autografe di Sustermans, si avverte una rigidezza nelle pennellate e una minor trasparenza nell’incarnato. La foggia dell’abito che esibisce Margherita in questo ritratto, interamente coperto di perle disposte a forma di giglio, simboli presumibilmente del suo nome, in latino margaritae, ci permette di proporre una datazione del dipinto verso il 1640 e trova riscontro sia per il costume che per l’ambito artistico con il ritratto della Galleria Estense della cognata Vittoria Farnese, duchessa di Modena, assegnato a un seguace dell’artista fiammingo (Martinelli Braglia 1993, p. 14).

Le sembianze della giovane duchessa Margherita de’ Medici sono note attraverso altre tele di Sustermans eseguite sia a Firenze all’epoca delle nozze (AA.VV. 1983, pp. 36, 102, 103), che a Parma dopo la morte del marito (cfr. scheda n. 378).

Iscrizioni: sul verso della tela, 395; sulla cornice, 126

Scheda di Mariangela Giusto tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.