Il soggetto raffigurato può forse avere frettolosamente indotto a un generico accostamento a Bernardo (detto “il Cappuccino”), la cui vocazione coloristica pare qui assai lontana. La materia più spessa e appiattita, infatti, raffrenata pur nel tentativo di evocare un guizzo con l’utilizzo del pennello al contrario nella barba e nei capelli, suggerisce una copia di mero e vago riferimento strozzesco eseguita forse ancora sul finire dello stesso ’600, ben lungi comunque dall’evocare la fluida pennellata dell’artista genovese che non definisce, ma suggerisce le forme vibranti in una luce emotiva.
Bibliografia
Ricci 1896, p. 236.Restauri
1951-52.Scheda di Alessandra Toncini Cabella, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Seicento, Franco Maria Ricci, Milano, 1999.