Ritratto di cappuccino

1670-1700

Descrizione

Nell’Inventario generale corrente la tela è attribuita a Bernardo Strozzi, con l’aggiunta del termine “seguace” in un’osservazione marginale. La paternità strozzesca è sostenuta anche dal Ricci che definisce il dipinto “opera rozza, ma vigorosa”.

Il soggetto raffigurato può forse avere frettolosamente indotto a un generico accostamento a Bernardo (detto “il Cappuccino”), la cui vocazione coloristica pare qui assai lontana. La materia più spessa e appiattita, infatti, raffrenata pur nel tentativo di evocare un guizzo con l’utilizzo del pennello al contrario nella barba e nei capelli, suggerisce una copia di mero e vago riferimento strozzesco eseguita forse ancora sul finire dello stesso ’600, ben lungi comunque dall’evocare la fluida pennellata dell’artista genovese che non definisce, ma suggerisce le forme vibranti in una luce emotiva.

Bibliografia
Ricci 1896, p. 236.

Restauri
1951-52.

Scheda di Alessandra Toncini Cabella, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Seicento, Franco Maria Ricci, Milano, 1999.

Informazioni tecniche

Data

1670-1700

Tecnica

Olio su tela

Dimensioni

cm 64,5 x 49,6

Provenienza

Acquistato dalla vedova Nardini nel 1869

Inventario

GN 287

Genere

Sezione espositiva