Ritratto di bambino

1585 ca

Descrizione

Proveniente dalla collezione Dalla Rosa-Prati, il quadretto entra in Galleria nel 1851 (Ricci 1896, p. 224).

L’attribuzione a “Scuola bolognese (sec. XVII)”, riferita da Ricci (1896, p. 224), è cambiata in quella di “seguace di Pier Francesco Cittadini” (Quintavalle 1939, p. 297). Esposto in mostra e pubblicato da Ghidiglia Quintavalle (1968d, p. 59) è ascritto ad Agostino Carracci. La pista risulta valida soprattutto per l’orientamento sterzato verso i Carracci. Il volto infantile è dipinto con una stesura sintetica e densa di impasto che richiama le critiche riportate da Malvasia (1678, ed. 1841, I, p. 274) sull’“operazione” di Palazzo Fava “buona sì, ma troppo strapazzata”, rivolte in particolare a “quel ragazzaccio di Annibale”, al suo “modo impaziente e poco pulito” quasi in “forma di primo sbozzo”. Il quadretto di Parma, a metà strada fra lo studio e il ritratto, parla di un’idea buttata giù in fretta, quasi colta al volo. Contribuisce a rafforzare questa impressione il supporto di carta che si fa sospettare da certe piegature sul dipinto, anche se la verifica è impedita dallo stato attuale del quadretto, con la tela disposta su una tavola di masonite chiusa all’intorno dalla cornice.

Il ritrattino trova analogie con i volti di bambini, di adolescenti, di giovani così frequenti nella grafica di Annibale Carracci. Per la presentazione immediata, avida di “verità” fisionomica e di materia può suggerire un confronto con le Cieche di collezione privata, studiate da Ottani Cavina (1987, pp. 89-99, figg. 141-142) che le riferisce al 1590 circa. Il Ritratto di bambino di Parma non è condotto con la meditata sapienza che caratterizza le Cieche e sembra convenire ad anni più precoci, forse sul 1585. Si è in prossimità della Famiglia Tacconi (Bologna, Pinacoteca Nazionale) di Ludovico Carracci e della malinconia di quei due fanciulli anche questo Bambino sembra partecipare.

Un po’ svelato in basso, il dipinto è impastato con colori caldi che svariano dal rosa acceso della carnagione al castano vellutato dell’abito, per accendersi nel luminoso colletto e nel rosso identico delle labbra e dei bottoni.

Scheda di Angela Ghirardi, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.

Informazioni tecniche

Data

1585 ca

Tecnica

Olio su carta applicata su tela

Dimensioni

cm 29 x 20

Provenienza

Parma, collezione Dalla Rosa Prati, 1851

Inventario

GN 412

Genere

Sezione espositiva