Figlio dello stuccatore Luca Reti, al servizio dei Farnese, e nato a Parma, viene ricordato dal 1653 come maestro di disegno della famiglia ducale, dal 1657 nel Palazzo della Fontana (del Giardino) come custode dell’edificio, dove aveva a disposizione un ambiente, o sala di lavoro, in cui eseguiva copie dei dipinti della collezione. Negli inventari pubblicati da Campori (1870, ad vocem) è in effetti più volte citato come copista mentre poco conosciuta è la sua attività di frescante in diverse chiese cittadine.
La nostra tela traduce in termini italiani – morbidi pieni cromaticamente accesi da una stesura corposa e da una pennellata mossa – il linguaggio più severo del grande fiammingo.
Scheda di Luisa Viola, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.