Ovato con putti che abbracciano un cane; lunetta con Giunone (da Correggio)

1840 ca

Descrizione

Nel 1830 Toschi, elencando i suoi allievi, definiva il Testi – accettato nella scuola nel 1828 – “molto avanzato nell’arte”, ma nell’aprile del 1846 si dichiara spiacente che il suo raccomandato si fosse comportato male con la Società Editrice, tanto che era stato preso un provvedimento legale nei confronti dell’allievo (Mavilla 1992a, pp. 432, 949).

L’acquarello entrò all’Accademia nel 1840. La Medioli Masotti (1973, pp. 148, 161) rese noto un disegno a lapis, privo di firma, del solo gruppo dei putti, conservato in una collezione privata parmense. La lastra in rame venne incisa con la tecnica del bulino e acquaforte dal Dalcò e da Toschi, su disegno di Raimondi (Mussini 1996, p. 116).

Bibliografia
Martini 1873b, p. 10;
Ricci 1896, pp. 284-285;
Medioli Masotti 1973, pp. 161, 166.

Mariangela Giusto, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.

Informazioni tecniche

Data

1840 ca

Tecnica

Acquarello su carta avorio incollata su tavola protetta da stagno

Dimensioni

cm 37 x 23,5 (immagine); cm 42,5 x 29,5 (supporto)

Provenienza

Parma, Accademia di Belle Arti

Inventario

618/5

Genere

Sezione espositiva