Dell’artista si sa che si era formato a Venezia sotto la guida di Pietro Edwards, pittore e restauratore esponente degli ambienti accademici veneziani. Paoletti aveva, dunque, ricevuto una formazione basata sulla tradizione pittorica e decorativa lagunare, dal Cinquecento fino agli ultimi esiti della pittura settecentesca di Tiepolo. Il dipinto è impostato in un’ambientazione spaziale di stampo veneto: i personaggi che affollano la scena sono caratterizzati da una gestualità teatrale salda e ben definita e da espressioni decise, che manifestano i diversi atteggiamenti di ognuno di loro. Gli abiti dai colori vivaci emergono sulle parti che restano più in ombra. La descrizione dei panneggi è condotta con una scrittura vibrante e attenta alla luce, pastosa e sgranata, di gusto veneto. I grandi blocchi squadrati di pietra conferiscono alla tela un’austerità e una tensione nuova, più aderente al Neoclassicismo eroico di stampo accademico.
Bibliografia
Ricci 1896, p. 4;
Cirillo – Godi 1979d, p. 37;
Pellegri 1988, p. 265.