Il dipinto – probabile commissione di devozione privata, dallo schema compositivo “classico” – presenta in primo piano il gruppo con la Madonna, il Bambino e santa Caterina con il suo attributo (la ruota spezzata) ai piedi, gli alberi in secondo piano e, in lontananza a destra, il martirio della santa con i due angeli in cielo atti a soccorrerla.
Nella tipologia dei volti, ma soprattutto nella gamma cromatica, basata su toni freddi, questo Matrimonio mistico si collega sia alla Madonna col Bambino e san Giacomo (Parma, chiesa di San Giovanni Evangelista), sia all’Adorazione dei Magi (inv. 145, scheda n. 184) del 1547 circa. Una datazione attorno al 1545 sembra la più attendibile.
Scheda di Mario Di Giampaolo, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.