Se per il gruppo Madonna-Bambino si nota una reminiscenza correggesca nei volti e nei gesti, la presenza di san Bernardo adorante deriva dalla tematica seicentesca, anche se questo accostamento è inusuale. È atipica anche la veste scura, perché nella regola dei cistercensi è previsto l’abito bianco; quello nero era indossato solo nei viaggi, per cui in questo caso si tratterebbe di un “mistico viaggio” per adorare la natività. In alternativa si tratterebbe di una licenza del pittore o addirittura di un altro santo; ma la devozione alla Vergine depone a favore dell’identificazione con san Bernardo.
Il volto quasi scolpito del santo e la presentazione piuttosto raffinata delle mani fanno pensare alla ricerca di un artista con un progetto di un quadro più grande e impegnativo, quasi fosse questa piccola tavola una prova preparatoria. L’area parmense del primo ’600 in cui far rientrare l’opera è ipotizzabile, dove l’elemento della prospettiva ribassata, più veneto o emiliano che lombardo, è una riconferma.
Scheda di Stefano Pronti, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.