All’epoca del Martini il dipinto, assegnato alla scuola di Raffaello, era esposto nella Sala della Galleria dedicata al maestro urbinate. Nell’impossibilità di ricostruirne la vicenda critica, neppure il Ricci (1896) fornisce indicazioni più precise, l’immagine, per le caratteristiche iconografiche e stilistiche della figura di Maria che teneramente sorregge Gesù bambino, per la peculiare posa a braccia aperte di sant’Anna, per la resa dell’interno in cui è ambientata la scena (si noti ad esempio il camino sulla destra) sembra potersi riferire a una produzione votiva cinquecentesca di ambito locale.
Scheda di Cristina Quagliotti, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1998.