Lo studio ad acquarello servì per l’incisione a bulino e acquaforte eseguita dal Toschi insieme ad Antonio Dalcò, indicata come tavola XXV nell’impresa delle Opere di tutti i freschi ed era inserita nella III dispensa, già compiuta nel giugno del 1846, se il governo di Sua Maestà, nella persona del cavalier Vincenzo Vicenzi, direttore del Patrimonio dello Stato, ne acquistò 10 esemplari al prezzo di 24 franchi ciascuno (Mavilla 1992b, p. 446, n. 1995).
Il Magnani, nel riproporre la lunetta con cornice pittorica e relativa iscrizione: ALTIUS. CAETERIS. DEI. PATEFECIT. ARCANA. IOANNES. EVANGELISTA affrescata dal Correggio nella chiesa di San Giovanni Evangelista, non dovette trovarsi in difficoltà, dato che l’originale era stato dipinto su una superficie piana, ma presumibilmente per la patina che offuscava l’immagine non poté cogliere la luminosità del panno rosso che avvolge le gambe del santo, tonalità recuperata nei successivi restauri.
Bibliografia
Martini 1873b, p. 10;
Ricci 1896, pp. 282-283;
Medioli Masotti 1973, pp. 145, 153.Mariangela Giusto, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.