Comunque sia, la storia espositiva del dipinto, così precocemente iniziata ancor prima del collaudo accademico, era destinata a proseguire: nello stesso 1862 l’Accademia lo inviò all’Esposizione internazionale di Londra insieme all’Aminta dello Scaramuzza (Exposition… 1862) e l’anno dopo il dipinto fu in mostra a Parma all’Esposizione Industriale (Esposizione Industriale… 1864).
Per corrispondere al dettato statutario, che richiedeva, per il saggio di pensione, “una figura d’invenzione, grande al naturale, presa dal vero”, Affanni si ispirò a un tema biblico di forte suggestione romantica: il dolore e la fedeltà al voto di una giovane donna inconsapevolmente sacrificata a Dio dal padre (Giudici 11, 29-40). Comprimendo la dimensione narrativa del soggetto, senza tuttavia rinunciarvi del tutto – in lontananza si intravede il gruppo di fanciulle gementi del racconto biblico – l’invenzione si concentra sulla grande figura femminile, seduta in malinconica meditazione sullo sfondo di un paesaggio di calda e intensa colorazione “orientale”. Così l’immagine si inserisce nella tradizione tipicamente accademica delle figure femminili isolate e seminude: esercizi di stile, pretestuosamente appoggiati a un tema biblico di cui sono esempi anche le raffinate interpretazioni hayeziane di Tamar di Giuda, di Rebecca e di Ruth. Ma vengono in mente, sempre di Hayez, anche quelle Malinconie e quelle Meditazioni che, con maggior intenzionalità, affidavano all’“assolo” femminile l’espressione di valori psicologici-emotivi (oltre che, in taluni casi, allegorico-patriottici) di sensibilità dichiaratamente romantica.
Insomma è indubbio che a queste date, e proprio a partire da La figlia di Iefte, l’attardato purismo di derivazione scaramuzziana dell’Affani si apra a malinconie appunto, morbidezze e sospese atmosfere di gusto romantico, le quali troveranno “un raffinato sviluppo stilistico e poetico” nella Rebecca (inv. 104; cfr. scheda n. 1060) ma anche in opere coeve, di minor impegno ma piacevoli, come Il rifiuto e soprattutto La lettera (Mecenatismo… 1974, p. 75).
Bibliografia
Atti… 1857-1863, vol. VII, 19 febbraio 1862, 7 febbraio 1863;
Exposition… 1862, p. 451, n. 2343;
Martini 1862, p. 20;
Esposizione Industriale… 1864, p. 91;
Martini 1872a, p. 40;
Inventario… 1874;
Martini 1875, p. 9;
R. Pinacoteca… 1894, n. 37;
Pariset 1905, p. 2;
Catalogo… 1913, p. 43, n. 22;
Sorrentino 1931b, p. 15;
Inventario… 1938;
Battelli 1939, p. 149;
Pettorelli Lalatta 1939, p. 103;
Ghidiglia Quintavalle 1960a, p. 353;
Soresina 1961, col. 9;
Copertini 1971, p. 62;
Ceschi 1972, p. 19;
Mecenatismo… 1974, pp. 74-75;
Rota Iemmi 1980, p. 14, fig. 1;
Tassi 1986, p. 43, fig. a p. 41;
Martinelli Braglia 1991b, vol. II, p. 657;
Martinelli Braglia 1991a, vol. I, p. 269;
Enciclopedia… 1998, ad vocem, p. 57;
Lasagni 1999, vol. I, p. 31.Mostre
Londra 1862;
Parma 1863;
Parma 1913.Rossella Cattani, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.