La pretesa dell’infante di essere accolto nelle braccia della madre interrompe il lavoro di lei, e anche del marito, che si sofferma a osservare la piccola scena familiare. Idillio domestico e precisa definizione dell’ambiente sono infatti i due poli attorno ai quali ruota questo dipinto, che trova il suo senso proprio nell’equilibrio con cui vengono sviluppati i motivi conduttori dell’opera. Una reminiscenza religiosa, vaga eppure indubitabilmente presente, per il riferimento alla sacra famiglia di Nazareth, arricchisce il significato dell’opera, tutta giocata su un’accorta distribuzione degli oggetti (si vedano l’uccellino posato sul catino e il foglio satirico appuntato alla parete) e su uno studio preciso dell’illuminazione, proveniente da destra. L’impostazione è accademica, fondata sull’accuratezza del disegno e sulla stesura compatta del colore.
L’impegno profuso nel dipinto può concorrere a spiegare la limitatezza della produzione dell’autore, Sidonio Centenari, del resto impegnato, lungo tutta la sua vita, in una prevalente attività di restauratore per la committenza pubblica e privata nella sua città, a Modena e in varie altre località italiane. Dopo quest’opera giovanile, Centenari non smise di ispirarsi alla mozione degli affetti in ambito domestico, seppure in una direzione più borghese che popolare, come è dimostrato dalle altre sue opere note, da Primi ninnoli, esposto nel 1879 (Colorno, Ospedale Civile) a Educazione del cane, del 1887 (Colorno, Municipio), ma si volse anche al paesaggio, esponendo alle mostre milanesi e fiorentine degli Anni ottanta.
Bibliografia
Mecenatismo… 1974, pp. 94, 154;
Martinelli Braglia 1991a, p. 758;
Bénézit 1999, vol. III, p. 407;
Lasagni 1999, vol. II, p. 35.Restauri
2001 (L. Sbravati).Stefano Fugazza, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.