Isabella Nelli

1711

Descrizione

Il ritratto è acquisizione recente alle collezioni della Galleria: fu rintracciato sul mercato antiquario da Eugenio Riccomini che ne diede la prima lettura (1966, pp. 63-64). Non è poi mancata al quadretto l’attenzione degli studi: da Augusta Ghidiglia Quintavalle (1965, p. 234; 1971-72, p. 84) a Renato Roli (1977, pp. 94, 168) e Lucia Fornari Schianchi (s.d. [ma 1983], p. 175).

Si tratta infatti di un ritrovamento raro che getta luce su un malnoto petit-maître bolognese. La sua identità di autore del ritrattino non sarebbe probabilmente emersa senza la scritta sul retro della tela: “Isabella di Galeazzo / Nelli / che fu poi moglie di Anto. Bianconi / nacque agli 11 Aprile 1696 dipinta da Gian Girolamo Balzani di Lei zio nel…”. Apposta senza dubbio dopo qualche decennio dall’esecuzione del quadro, la scritta – che non è stato possibile verificare in questa occasione – informa sui nomi della fanciulla effigiata, nata nel 1696, e del ritrattista, che le era anche zio. La data di esecuzione, illeggibile, si ricava facilmente con l’aiuto dell’espressione “aetatis suae anno XV”, dipinta in forma abbreviata sul ritratto, e porta al 1711. Giovan Girolamo Balzani era allora un artista sui cinquant’anni, nel pieno della maturità. I suoi biografi, Luigi Crespi e Marcello Oretti, lo dicono morto a settantasette anni, nel 1735 o nel 1734: da ciò deriva la leggera oscillazione delle date di nascita e di morte dell’artista.

La sua personalità – per quanto trasmettono le fonti – è quella di un talentoso dilettante. Pittore ma anche scultore di terrecotte e musicista con “la passione del suono di varj stromenti” (Crespi 1769, p. 137). Formatosi alla scuola di Lorenzo Pasinelli, Balzani lavorò come pittore per il contado bolognese inviando pale d’altare a Bargi, a Borgo Panigale e in altre località minori. È una produzione poco nota e scarsamente apprezzata (Riccomini 1966, p. 64; Roli 1977, p. 168).

La tela di Parma è l’unica prova di Giovan Girolamo Balzani nel campo della ritrattistica, cui pure dovette dedicarsi. Ne informa Oretti (ms. B. 130, 1760-1780, cc. 37-41) che, genericamente, allude all’esistenza di ritratti in case private di Bologna e ne ricorda in particolare due: un autoritratto, allora custodito nella casa del Balzani, e un ritratto di Ercole Rigosa, di proprietà dello stesso Oretti.
Di un terzo ritratto, con l’effigie del notaio Galeazzo Nelli – il padre della fanciulla di Parma – riferisce Crespi (1769, p. 136).

Nell’attività artistica di Balzani il ritratto di Parma si isola, è un unicum che sorprende: per la qualità pittorica e per l’approccio diretto nei confronti del modello.

Intessuto di un tenue tonalismo di grigi e di rosa il ritrattino di Parma ricorda le “castigate stesure di Chardin” (Riccomini 1966, p. 63), certi pastelli francesi (Fornari Schianchi s.d. [ma 1983], p. 175), con un occhio anche alla produzione più privata di Rosalba Carriera, ritrattista di fama europea.
Lo sguardo in diretta di “disarmante naturalezza… spoglio quasi del tutto di mestiere e artificio” (Roli 1977, p. 168), intenerito dall’affetto verso la nipote, si alimenta al tramando più veritiero e dimesso della pittura bolognese, da Ludovico Carracci a certa Sirani, fino a Pasinelli e Gambarini. Approdando a un limite di sommesso naturalismo, contiguo agli esiti, più convinti e scavati, dei lombardi Ghislandi e Ceruti.

All’aprirsi del secolo l’adolescente Isabella Nelli di Balzani, scrutata con tenerezza e pudore, conquista un suo posto nella galleria dei ritratti del ’700 per il delicato equilibrio fra corpo e anima, tra registrazione attenta del dato naturale e commossa comunicazione col segreto dell’interiorità.

Bibliografia
Ghidiglia Quintavalle 1965, p. 234;
Riccomini 1966, pp. 63-64;
Ghidiglia Quintavalle – Fornari Schianchi 1971-72, p. 84;
Roli 1977, pp. 94, 168;
Fornari Schianchi s.d. [ma 1983], p. 175.

Mostre
Parma 1971-72.

Angela Ghirardi, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.

Informazioni tecniche

Data

1711

Tecnica

Olio su tela

Dimensioni

cm 31 x 21,5

Provenienza

Venezia, acquistato da Ettore Viancini nel 1965

Inventario

1534

Genere

Sezione espositiva