Esse si erano intensificate soprattutto a partire dal 1586, durante la guerra d’indipendenza tra i Paesi Bassi e i dominatori spagnoli, per conto dei quali governava il duca di Parma Alessandro Farnese; i pittori fuggiaschi avevano qui creato una nota scuola specializzata nel paesaggio il cui membro più noto è Gillis van Coninxloo (1544-1606), e di cui il Complesso della Pilotta possiede, oltre ai due dipinti di Anton Mirou, anche questo delizioso esempio.
Il quadro possiede però numerosi dettagli riconducibili alla tradizione precedente, soprattutto a Pieter Brueghel il Vecchio, vero inventore del paesaggio di foresta: grandi alberi che dominano la composizione senza affollarla, la resa delle chiome per macchie di colore giustapposte, il sottobosco descritto con precisione grafica e le forme tondeggianti dei personaggi. A seguito di una mostra degli anni ’80, il dipinto è stato accostato all’opera di Joos van Liere, nativo di Bruxelles, anche lui residente a Frankenthal dal 1574 al 1580, ma che è documentato solo come disegnatore; ad ogni modo, lo stile particolarmente coerente, anche tra opere di artisti diversi, sviluppato dall’opera di Brueghel e rimasto pressoché immutato per tutta la durata della Scuola, fa apparire più concreto l’inserimento del quadro nell’ambito di Frankenthal, proprio nel momento in cui questo stile paesaggistico cominciava a prendere corpo.
Bibliografia
Martini P., Catalogo delle opere esposte nella Regia Pinacoteca di Parma, Parma 1875, p. 22;
Pigorini L., Catalogo della Regia Pinacoteca di Parma, Parma 1887, p. 30;
Ricci C., La R. Pinacoteca di Parma, Parma 1896, p. 380;
Quintavalle A.O., La Regia Galleria di Parma, Roma 1939, p. 325;
Pietrogiovanna M., I dipinti fiamminghi e olandesi nella Galleria Nazionale di Parma, tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, facoltà di Lettere e Filosofia, relatore prof.ssa Limentani Virdis, a. a. 1985-86, pp. 79-81.