Ancor oggi, nonostante le diverse occasioni in cui l’opera è stata analizzata, l’identificazione del soggetto resta problematica: riconoscervi il Palazzo del Giardino, con il Foro Boario in primo piano e il torrione visconteo del Ponte Verde sullo sfondo è alquanto arduo, se non ipotizzando una certa trasfigurazione del dato visibile; l’artista invero non pare tanto interessato a precisare il fatto architettonico (proprio come nell’altra sua veduta del Parma con il Ponte Verde – inv. 755; cfr. scheda successiva – premiata l’anno precedente), quanto a rendere con efficacia i valori atmosferici e cromatici del cielo luminoso di un mattino dorato. Il chiarore radente si riflette nelle polle d’acqua ferma in primo piano, mentre la prospettiva aerea insegue lo scandirsi dei piani in profondità, raffreddando via via la tavolozza fino al vago profilo collinare sullo sfondo.
Bibliografia
Ricci 1896, p. 387;
Sorrentino 1931b, p. 15;
Copertini 1971, pp. 130-131;
Mecenatismo… 1974, p. 108;
La città latente II 1995, p. 17;
Lasagni 1999, vol. I, p. 65.Restauri
1990 (S. Baroni).Mostre
Parma 1995-96.Carlo Mambriani, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.