Così capita che di studi sul ponte Dattaro ne restano parecchi, dagli schizzi nel Taccuino di Carmignani (conservato al Museo Glauco Lombardi), alla sua tavola (Pinacoteca Stuard) caratterizzata dall’ampio respiro naturalistico, alla veduta di Pietro Dall’Olio (inv. 603, cfr. scheda n. 1141) che aggetta dal ponte sul torrente Parma che scorre verso la città, alla tavoletta in oggetto. Che, certo, rivela una qual immaturità, pur risultando premiata, tanto nella stesura che cerca di mimare la naturalezza del fare del maestro riuscendo soltanto confusa, quanto nel forte scompenso che si registra tra le figurette dilatate in primo piano, e la fuga prospettica che inquadra il gruppo di case vicino alle prime arcate del ponte, e i grigi obelischi dei campanili del Duomo e di San Sepolcro sullo sfondo, ma soprattutto nel tentativo, ingenuamente scolastico, di nobilitare e storicizzare la quotidiana scenetta con l’incongruo inserimento (Sivieri 1995) a capo del ponte di una torre medievale che, da tempo, era sparita dal contesto urbano.
Bibliografia
Ricci 1896, p. 391;
Sivieri 1995, p. 14;
Lasagni 1999, vol. II, p. 850.Restauri
1995 (M. Papotti, Lab. Sopr.).Mostre
Parma 1995-96.Luisa Viola, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.