L’acquarello entrò all’Accademia nel 1843 a completamento della decorazione della cupola, sebbene la scelta parziale dello “spaccato” non dia l’idea d’insieme dell’intero ciclo pittorico.

Il fregio, con colori modulati su toni rossi/bruni, contrasta con il particolare del cornicione grigio/giallo. Il rame fu realizzato da Girolamo Fanti (Mussini 1996, p. 190, n. 359), che probabilmente non terminò l’opera, in quanto è meno “caricato” nel chiaroscuro e non mostra il complesso disegno architettonico del cornicione con il motivo degli ovuli e dei dentelli, che fa da fondale al busto della sfinge.

Bibliografia
Ricci 1896, pp. 288-289;
Sorrentino 1931b, p. 32;
Medioli Masotti 1973, p. 160
Mariangela Giusto, in Lucia Fornari Schianchi (a cura di) Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano 2000.