• Titolo: Fanciulla che addita a un vecchio l’erma di Maria Luigia
  • Autore: Giuseppe Molteni
  • Data: 1831 circa
  • Tecnica: Olio su tela
  • Dimensioni: 99,1 x 130
  • Provenienza: Parma, Accademia di Belle Arti, donato nel novembre del 1831 dall’artista a Maria Luigia
  • Inventario: Inv. 25
  • Genere: Pittura
  • Museo: Galleria Nazionale
  • Sezione espositiva: La Rocchetta

Si tratta di un’elegia degli affetti, di un dialogo domestico “intenso e levigato” fra un vecchio e una fanciulla imperniato su Maria Luigia e le sue munificenze e ambientato in una sala, ove ogni elemento d’arredo appartiene all’epoca: le tappezzerie seriche, le cornici e i fregi impreziositi da palmette, la poltrona, il calamaio, ma soprattutto i fogli progettuali oggetto di discussione.

Dall’Album dei Principali Monumenti innalzati da Maria Luigia, pubblicato nel 1824 con i tipi bodoniani, sono stati volutamente messi in evidenza due disegni, quello della Pinacoteca con la Sala ovale del Bettoli e quello del ponte sul fiume Taro spettante al Cocconcelli. Il vecchio racconta e attribuisce meriti, mentre la fanciulla individua e addita, nell’erma con ghirlanda, la fautrice di tante imprese. È la fama che si perpetua fra le generazioni il tema dominante di questo dipinto, impeccabile nella lucente esecuzione per stesure sottili e veloci e nella intimistica conversazione. La gloria non è affidata alle muse né alle trombe secondo versioni neorinascimentali ancora in voga, ma a un riservato colloquio fra un personaggio di sicura appartenenza all’entourage ducale e la giovanissima discendente. L’artista, che aveva rapporti con Parma anche tramite Giuseppe Stuard, presentò personalmente, nel novembre 1831, il dipinto alla duchessa, che ammirata del risultato decise di lasciarlo all’Accademia, concedendo all’artista il titolo di Cavaliere corrispondente, condiviso dagli Accademici, in un’adunanza presieduta da Paolo Toschi, che col Molteni intratterrà speciali e prolungati rapporti anche in funzione della sua accoglienza alla Corte di Vienna nel 1836 dove eseguirà un ritratto dell’imperatore Francesco I, ora ad Ambras. Questo particolare capitolo della sua attività e dei suoi legami con Parma sono stati rigorosamente ricostruiti in occasione della recente mostra milanese dedicata all’artista e alla cultura romantica di cui anche questo dipinto è un significativo saggio in cornice originale. Presso gli eredi Toschi a Parma è conservato un disegno con varianti, probabilmente preparatorio (Cirillo 1992a, n. 164).

Bibliografia
Sorrentino 1931b, p. 25;
Quintavalle A.O. 1939, p. 246;
Ghidiglia Quintavalle 19602b, p. 40;
Giusto 1992, p. 27;
Sagramora Rivolta 2001, pp. 201-202
Restauri
1951 (L. Arrigoni);
1992, 2001 (C. Alessandrini, Lab. Sopr.)
Mostre
Colorno 1992;
Milano 2001
Lucia Fornari Schianchi, in Lucia Fornari Schianchi (a cura di) Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano 2000.