La scelta di Toschi fu quella di non dedicare attenzione solo ad alcune parti, bensì di suddividere la stanza in sedici spicchi mettendo in relazione le lunette con il relativo gruppo di putti soprastanti. A parte, decise di dedicare una sola tavola alla figura di Diana, rispettando fedelmente ad acquarello gli effetti cromatici. La versione a incisione di quest’ultimo particolare reca la firma dei soli Raimondi e Toschi (cfr. Mussini 1996, p. 114) e già nel 1845 alcune stampe furono spedite a Londra, Parigi e Torino.
Bibliografia
Martini 1873b, p. 10;
Ricci 1896, pp. 284-285;
Medioli Masotti 1973, pp. 150, 162, 165.Mariangela Giusto, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.