Questo tipo di composizione compare in diverse Deposizioni e Pietà realizzate dal pittore fiammingo Denys Calvaert, inoltre un disegno che reca la firma “Dionisio flamengo”, soprannome con cui l’artista era noto in Italia, è stato considerato dalla critica come uno studio preparatorio di questo dipinto, anche se con qualche variante.
Questi accostamenti confermano l’attribuzione di questa Deposizione a Calvaert: lo squarcio di cielo a sinistra, lo sfondo montagnoso, l’espressività dei volti, sono di gusto nordico, ma si nota anche l’influsso italiano, e correggesco in particolare, nelle tonalità cromatiche cangianti e luminose, tipiche di diverse sue opere realizzate degli anni tra il 1595 e il 1609.
Il quadro entra in Galleria nel 1851 con l’acquisto della collezione Dalla Rosa-Prati promossa dalla duchessa Maria Luigia.
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