L’Infante tiene delicatamente nella mano destra un libricino dove compare, sottile, la scritta “Luisa”, certo un riferimento al nome della sposa, Luisa Maria, figlia di Louise-Elisabeth e di Don Filippo di Borbone, sua prima cugina, con la quale si unirà in matrimonio nel 1765.
Molto probabilmente il ritratto è stato eseguito in Spagna, dove la famiglia reale si era trasferita nel 1759, in occasione del fidanzamento dei due giovani e successivamente inviato a Parma, dove per questa circostanza lavora Laurent Pécheux.
L’impaginazione del dipinto è quella consolidata del ritratto ufficiale, di Stato, che riprende la tipologia di gusto francese, con il personaggio in piedi, in posa austera e connotato da quegli elementi che ne esaltano il ruolo celebrandone la nobiltà. L’ambientazione appare austera e raffinata, tuttavia l’artista costruisce l’immagine concentrando la propria attenzione sul volto e sulla gestualità garbata del soggetto: la materia pittorica appare tutta sfumata nell’incarnato e giocata sui toni chiari, luminosi che conferiscono grande naturalezza, rivelando una notevole scioltezza pittorica. Il bel volto impassibile appare permeato da un’espressione di grande dignità, animata dallo sguardo rivolto all’osservatore e dalle labbra vagamente disposte ad accennare un sorriso. Il richiamo è evidentemente alla ritrattistica di Mengs, che proprio nell’occasione delle auguste nozze ritrae il principe delle Asturie e Luisa di Borbone nei due dipinti del Prado (inv. 2189 e 4731).
La pennellata si fa più veloce e quasi sommaria nella descrizione delle splendide vesti rese a piccoli tocchi di colore, ad accenti brillanti, in maniera quasi corsiva e con piacevole virtuosismo. Di particolare effetto la delicata definizione dei pizzi che ornano le maniche e ricadono morbidamente sulle mani.
Bibliografia
Inventario… s.d.Restauri
2000 (Il Metodo).Nicoletta Moretti, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.