È reso noto per la prima volta dall’Ottaviano Quintavalle (1938a), il quale individua nella cultura dell’autore sia una formazione basata sulla tradizione del romanico lombardo, soprattutto attraverso gli esempi del San Savino di Piacenza, sia l’attenzione per le opere antelamiche e, attraverso queste, per i modelli della scultura francese. Accettano questa analisi sia la Fornari Schianchi (1989) sia la Zanichelli (1990b), la quale sottolinea l’interesse del capitello proprio “come documentazione di una stratificazione culturale che fa riferimento a modelli differenti”: da un lato la citazione dell’antico mediato dalla tradizione antelamica, ben evidente nelle foglie d’acanto; dall’altro la persistenza di schemi lombardi, come mostrano i draghi dai musi uniti nello spigolo del capitello.
Diversamente da quanto è stato proposto, sembra più probabile che quell’Uberto Ferlendi citato nell’iscrizione non sia lo scultore, ma il committente; quindi l’indicazione “me fecit” si riferirebbe non all’esecutore materiale ma a chi ha sovvenzionato l’opera. Infatti in un documento del 10 agosto 1220, nel quale il vescovo di Piacenza aliena al Comune di Castell’Arquato tutti i beni e i poderi che egli possiede in quella terra, è presente il console arquatese Cacciaconte “de Ferlendis”. Sappiamo anche che prima del 1223 la carica consolare in Castell’Arquato era riservata a esponenti di famiglie locali che avevano un potere radicato in quella zona del contado piacentino, mentre solo dopo tale data i podestà castellarquatesi verranno scelti dal Comune cittadino fra le più eminenti famiglie nobiliari e cittadine. Sembra dunque che i “de Ferlendis” o Ferlendi siano un’importante famiglia proprio della zona di Castell’Arquato, ed è quindi probabile che Uberto abbia commissionato questo capitello per farne dono al monastero di Santa Maria di Monte Oliveto.
Scheda di Maria Pia Branchi, tratta da Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Dall’Antico al Cinquecento, Franco Maria Ricci, Milano, 1997.