Pochissimi furono i pittori locali che riuscirono ad affrancarsi da questa sfavorevole congiuntura e ad approdare a esiti stilistici più che accademici. Preti aveva, probabilmente, le capacità necessarie per andare oltre questi angusti limiti, per cogliere e far proprie le ricerche più aggiornate almeno delle diverse Scuole nazionali, ma una vita piuttosto disagiata, una certa lentezza nell’elaborare le opere (si hanno sicure notizie solo di sedici suoi dipinti) e, soprattutto, una morte precoce non gli consentirono altro che una presa di coscienza degli esiti più maturi del Romanticismo lombardo e, negli Anni settanta, un approccio alle ricerche espressive dei macchiaioli.
Nell’ambito dell’Accademia parmense egli fu, comunque, allievo e socio piuttosto accreditato: grazie agli assegni di pensione che seppe guadagnarsi in virtù della sua costante buona resa negli studi poté soggiornare a Venezia, Roma, Napoli e Firenze, inviando in patria saggi sempre ben giudicati (Atti… 1864-1877, vol. VIII, 14 ottobre 1868, 11 gennaio 1869, 8 marzo 1869, 6 novembre 1871, 23 dicembre 1872, 19 luglio 1873). Ma ciò che più conta, seppe crearsi un ambito espressivo autonomo, fatto di intimità domestiche, di seducenti figure femminili, di preziose e minuziose indagini di ambienti e dettagli quotidiani che gli guadagnò una certa fortuna di pubblico e un posto non secondario nella locale cultura figurativa.
Bibliografia
Allegri Tassoni 1952, p. 59;
Copertini 1971, p. 106;
Rota Jemmi 1980, pp. 52-53;
Enciclopedia… 1998, p. 556;
Tanara Sacchelli 1998, p. 5;
Lasagni 1999, vol. IV, p. 13.Restauri
1951-52.Mostre
Parma 1952;
Praticello di Gattatico (RE) 1980.Patrizia Sivieri, in Fornari Schianchi L. (a cura di), Galleria Nazionale di Parma. Catalogo delle opere. Il Settecento, Franco Maria Ricci, Milano, 2000.