Vetrina 34

Il teatro

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1 – Il teatro

A Parma nella prima metà dell’Ottocento sono stati rinvenuti e parzialmente esplorati, grazie alle provvidenze della duchessa Maria Luigia, i resti di un anfiteatro e di un teatro d’epoca romana. Entrambi gli edifici per spettacolo dovevano rientrare nella progettazione urbanistica di età augustea, volta alla monumentalizzazione della città: sorgevano lungo strade di accesso e dovevano offrire una quinta scenografica imponente ai viaggiatori; una via obliqua alla centuriazione collegava gli edifici tra loro.
Il teatro romano si trovava all’estremità sud del cardine massimo, in corrispondenza degli attuali Piazzali Santafiora e Sant’Uldarico, con la cavea addossata all’argine del torrente. È stato identificato nel 1844, durante i lavori di scavo per la fognatura ed è stato indagato tra il 1845 e il 1846, poi ancora negli anni Trenta del Novecento. La decorazione scultorea e architettonica ci permette di datare l’impianto in età augusteo-tiberiana, mentre ulteriori interventi di arricchimento o restauro vennero condotti sempre in età giulio-claudia e nel II sec. d.C.

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Ipotesi di ricostruzione del teatro. Disegno di I. Fioramonti.

Capace di circa 16.000 spettatori, il teatro doveva presentare un ricco apparato scenico: oltre a capitelli di lesena e piccole semicolonne corinzie, sono state trovate maschere teatrali, oscilla e frammenti di rilievi figurati (tra cui il bel torso del Nettuno di età augustea in stile arcaizzante), ma anche resti di statue in bronzo e in marmo. La figura di Leda col cigno, in pregiato marmo greco e databile al I sec. d.C., presenta ancora tracce di colore rossastro sul mantello, mentre le analisi al microscopio hanno rivelato che il cigno era dipinto di bianco e che colori vivaci erano presenti su altri resti della decorazione architettonica.