Il tesoretto del Teatro Regio

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Il tesoretto del Teatro Regio

Questo ricco tesoretto, nascosto all’interno di un vaso, fu scoperto nel 1821 durante lo scavo delle fondamenta del Teatro Regio. Disperso al momento del ritrovamento, fu recuperato da Pietro De Lama, direttore dell’allora Ducale Museo d’Antichità, grazie all’intervento della Sovrana Maria Luigia, che ricompensò gli scopritori e dispose che gli oggetti ritrovati fossero assegnati al Museo.
Il tesoro è costituito da 33 aurei e 16 monili d’oro, da interpretarsi come donativi militari: il proprietario, probabilmente un generale o un alto funzionario imperiale, lo aveva sepolto per proteggerlo, forse in occasione dalle invasioni di Alamanni e Iutungi del 259, l’uccisione dell’imperatore Gallieno durante l’assedio di Milano nel 268 o la sconfitta di Aureliano a Piacenza, da parte di Alamanni e Iutungi, nel 271.
Le monete d’oro testimoniano una tesaurizzazione avvenuta nel corso del tempo, poiché si trovano riuniti esemplari databili dalla fine del I secolo d.C. (Nerone) al III secolo d.C. (Traiano Decio). L’aureo di Gallieno, incastonato entro una cornice in lamina d’oro decorata e dotata di anello, costituisce l’elemento datante per la chiusura della raccolta.
Fra i gioielli, vi sono quattro coppie di bracciali, realizzati con fili in oro intrecciati sia lisci che scanalati, in numero da due a sei, una spilla cruciforme, tre anelli, di cui due con pietra incastonata, e tre collane, una con maglia del tipo “loop in loop” e altre due a catena semplice (probabilmente si tratta di due parti dello stesso monile).

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Il tesoretto del Teatro Regio

Gli anelli sono tre, fra i quali due hanno un castone con pietra dura azzurra: su una di esse è inciso un guerriero che regge in mano elmo e lancia, con uno scudo appoggiato ai suoi piedi. Nell’altro esemplare, attorno al castone, sono presenti tracce di decorazione a motivi vegetali con tracce di smalto nero.