Ricche domus urbane

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Ricche domus urbane

Lo scavo eseguito sotto Palazzo Sanvitale, nell’area nord est della città romana, ha indagato parte di due isolati urbani separati da un decumano minore. Sono stati messi in luce i resti di due domus, separate dalla strada e fiancheggiate verso est da un canale; in entrambe, ad una fase di I secolo a.C., caratterizzata da grandi pavimenti in opus signinum (cocciopesto con inserimento di tessere marmoree), seguono ristrutturazioni di II e III secolo d.C., in cui gli ambienti vengono ampliati, dotati di riscaldamento e di grandi pavimentazioni in mosaico. Alla ricca suppellettile a vernice nera, testimonianza delle fasi più antiche di occupazione della città (con materiali di produzione centro-italica del II secolo a.C.), seguono le produzioni italiche e nord-italiche a vernice rossa (la cosiddetta terra sigillata); si affiancano a esse la ceramiche comuni da dispensa e da cucina, bilance, strumenti per la scrittura, piccoli e pregevoli bronzi dedicati al culto domestico e all’ornamento personale.

7a.

Edilizia di pregio: appartengono alla seconda fase edilizia alcuni resti di decorazioni architettoniche, pavimenti musivi dai motivi geometrici realizzati con tessere in bianco e nero e suspensurae, ossia mattoni tondi con cui creare un’intercapedine sotto il pavimento per il riscaldamento degli ambienti.

7b.

Piatti, coppe, pissidi e lucerne a vernice nera, databili tra III sec. a.C. e I sec. a.C., documentano una frequentazione dell’area risalente a prima della sistemazione urbanistica definitiva dell’isolato; la presenza di materiali di produzione centro-italica rivela contatti commerciali con le zone di provenienza dei primi coloni della città. Di produzione nord-italica è la lucerna a vernice nera decorata da maschera comica, databile al I a.C.

7c.

Piatti e coppe in terra sigillata o a vernice rossa, di produzione aretina e locale, sono databili tra I e II sec. d.C. e documentano la fase di occupazione di piena età imperiale. La lucerna a canale aperto con bollo VIBIANI è un prodotto di origine nord-italica, largamente diffuso tra I e III secolo d.C.

7d.

Tra i piccoli oggetti in bronzo vi sono una statuetta di Iside Fortuna e una seconda figura panneggiata, alcuni ornamenti personali ed elementi decorativi di mobili e un piccolo disco decorato con un elemento mobile a forma di nave (meridiana?).

7e.

Olle, tegami, ciotole e coperchi da dispensa e da cucina, in ceramica comune, ceramica verniciata e ceramica da fuoco documentano gli aspetti più quotidiani della vita in una casa romana, mentre le bilance a due bracci e le stadere con pesi e contrappesi in bronzo, nonché gli stili in osso per scrivere sulle tavolette cerate, costituiscono forse una testimonianza delle attività condotte dal dominus o in ambienti commerciali che spesso trovavano posto nei vani delle abitazioni affacciati sulle vie pubbliche.