La necropoli di Parma, via Traversetolo/2

1.
La tomba, scoperta nel 2009, conteneva i resti cremati di uno o forse due individui e una statuetta in terracotta raffigurante una coppia abbracciata. Il personaggio femminile, sulla sinistra, appoggia la propria mano destra sul petto del coniuge; questi, a sua volta, poggia il braccio destro sulle spalle della moglie, reggendo con la mano sinistra un lembo del mantello. Si tratta di una produzione probabilmente locale, databile tra I e II secolo d.C., e destinata ad un utilizzo funerario, come dimostrano altri rinvenimenti in necropoli romane del nord Italia.

2.
Questa tomba a incinerazione entro fossa terragna era segnalata da un’anfora privata del collo e del puntale. Tra gli elementi del corredo, si distingue la coppetta con due manici con invetriatura giallo-verde. La ceramica invetriata, produzione di origine orientale, viene imitata in Italia, soprattutto in Pianura Padana, tra I e II secolo d.C. Completavano il corredo uno specchio e una spilla in bronzo (fibula) e alcuni balsamari in vetro, mentre una piccola cesoia in ferro (per tessuti?) poteva richiamare un’occupazione abitualmente svolta dal defunto. Alcuni grandi chiodi sono ciò che resta dei piedi di un letto, bruciato sul rogo funebre.

3.
Contrassegnata da ben due anfore, la sepoltura ha restituito una vistosa collana composta da una ventina di perle “a melone” in pasta vitrea azzurra, di un tipo molto diffuso, comparso in Egitto in epoca faraonica e sopravvissuto almeno fino all’epoca medievale. Entro la tomba erano stati deposti anche un grande specchio in bronzo, spilloni in osso, una lucerna con raffigurazione di un animale (I-II secolo d.C.) e un set da gioco con pedine e dadi.

4.
I resti del defunto erano deposti dentro un’anfora, all’interno di una fossa in cui erano stati collocati il corredo e i resti del rogo funebre. Oltre ai vasi da banchetto in ceramica e a numerosi balsamari in vetro e terracotta, erano presenti una piccola coppa e un bicchiere in vetro giallo, ma soprattutto una coppetta vitrea a nastri policromi, realizzata a partire da una serie di asticelle prefabbricate di vari colori, saldate a caldo mediante pressione in uno stampo e chiuse sul bordo da un nastro blu con vermicello bianco ritorto. Accompagnavano il defunto anche tre monete e un piccolo peso da bilancia in bronzo, mentre un collo d’anfora rovesciato, sistemato sulla tomba, serviva per le libagioni rituali.