Opere celebrative e devozionali a carattere privato

immagine per Opere celebrative e devozionali a carattere privato
Opere celebrative e devozionali a carattere privato

1.

Ritratti maschili in marmo e bronzo. I tre ritratti sono distinti da caratteristiche somatiche distinguibili, per quanto non facilmente identificabili. Se il bustino in bronzo raffigura probabilmente l’imperatore Nerva (96-98 d.C.), in un ritratto idealizzato di epoca posteriore alla sua morte, non è possibile identificare i soggetti dei due marmi, che dovevano rappresentare membri dell’élite cittadina. A destra, il piccolo busto raffigura un giovane uomo dall’espressione ricca di pathos: i caratteri stilistici, di tradizione tardo ellenistica, lo datano ai decenni centrali del I sec. a.C. Il ritratto sulla sinistra sembra aver subito pesanti rilavorazioni in età post classica, ma nelle sue parti originali è databile a età antonina.

immagine per Opere celebrative e devozionali a carattere privato
Opere celebrative e devozionali a carattere privato

2.

Raffigurazione di un uomo in abiti religiosi, bronzo, II sec. d.C.
La raffigurazione di questo personaggio a capo velato riproduce l’iconografia imperiale del pontefice massimo, resa celebre dal ritratto di Augusto di Via Labicana e richiamata dalle sculture della basilica di Veleia.
Statuetta di giovane uomo, c.d. Alessandro Magno, bronzo, I sec. d.C.
Rinvenuta il 6 settembre 1776, all’interno di ambienti di una domus, assieme al bronzetto raffigurante Dioniso giovane.
Il giovane uomo è rappresentato in piedi, con il braccio destro alzato sopra la testa nell’atto di reggere una lancia, mentre la mano sinistra, abbassata, forse portava una spada. Lo sguardo è rivolto verso l’alto. La piccola statuetta è una copia romana del I secolo d.C. del modello dell’Alessandro Magno di Lisippo (celebre scultore greco di IV secolo a.C.), riconoscibile nella torsione del collo, nello sguardo ispirato e nel caratteristico ciuffo di capelli sollevato sulla fronte.

3.

Ritratto di adolescente, attribuito a Gordiano III (238-244 d.C.), lamina d’argento, III sec. d.C.
Il ritratto doveva costituire la parte centrale di uno scudo decorativo o di un grande vaso rituale (phiale): le caratteristiche fisionomiche e stilistiche ne hanno permesso l’identificazione con uno dei giovani imperatori del III secolo, nello specifico con il tredicenne Gordiano III.

4.

Ritratto di Caio Giulio Cesare, marmo greco, fine I sec. a.C. – inizi I sec. d.C.
Ritrovato a Veleia nel 1811, quando il sito era oggetto di una contenuta attività di ricerca da parte dell’allora direttore degli scavi, Pietro De Lama e del suo collaboratore, Michele Lopez. La testa appartiene al tipo postumo della ritrattistica del dittatore, creato all’inizio dell’età augustea. Tutto il ritratto, dal carattere celebrativo e privato, ha un indubbio intento psicologico: lo sguardo, reso severo dall’aggrottarsi delle sopracciglia, è intento avanti a sé; la chioma è trattata in maniera composta, definendo l’andamento di ogni ciocca. Di là da un composto accademismo, il volto conserva i caratteri fisionomici: lungo naso, zigomi sporgenti, bocca serrata, guance scavate; la superficie presenta profonde rughe che aumentano la drammaticità deI ritratto. L’esemplare si qualifica come il risultato dell’incontro della concezione repubblicana del ritratto romano, raggelata dal freddo rigorismo d’età augustea.

5.

Cornici modanate, bronzo. Questi elementi variamente decorati con motivi vegetali ornavano solitamente le basi di piccoli monumenti celebrativi o religiosi.

6.

Fra le immagini di divinità ritrovate a Veleia, spicca il raffinato bronzetto raffigurante Dioniso giovane: la testa, girata a destra e incorniciata da folti capelli, è incoronata da edera e grappoli d’uva che pendono anche sulle spalle. Si tratta di una produzione molto raffinata di officine della prima età imperiale. Rinvenuto assieme al c.d. Alessandro Magno nel 1776, doveva costituire il prezioso arredo di una domus, dal carattere tra il decorativo e il blandamente religioso.
La piccola statuetta di Fortuna seduta, in marmo bianco e fortemente danneggiata, è identificabile per la presenza del timone sul lato destro e per il richiamo al modello della Thyche di Antiochia. È databile al II secolo d.C. Queste immagini afferiscono generalmente alla sfera dei culto personale o di categorie di individui (militari, commercianti, associazioni d’adepti), in qualche modo devoti alla dea della quale ricercano i favori.

immagine per Opere celebrative e devozionali a carattere privato
Opere celebrative e devozionali a carattere privato

6.

Appartengono ugualmente a una sfera privata del culto i numerosi bronzetti di divinità ritrovati a Veleia: si tratta di produzioni corsive destinate sia alla devozione privata in altari domestici sia alla dedicazione quali ex voto in sacelli o templi. Si possono riconoscere le raffigurazioni di Iside e Iside-Fortuna, Venere al bagno, Minerva, Mercurio.