Ritratto maschile

Questo manufatto di grande pregio, rivestito a foglia d’oro, è tra i pezzi fondanti del Museo: proprio all’inizio della prima campagna di scavi di Veleia, nel maggio 1760, venne in luce nell’angolo nord orientale del foro, nei pressi di un piedistallo, assieme ad alcuni frammenti di panneggio e una mano dello stesso materiale. Il contesto di rinvenimento fa pensare che si trattasse di una grande statua, forse realizzata con materiali diversi.
Il ritratto rappresenta con caratteri vivi e mobili un uomo con espressione pensosa, occhi rivolti verso l’alto e fronte percorsa da rughe, caratteristica del filosofo. Molto curate sono la resa della barba e della capigliatura e l’incisione delle sopracciglia e dell’iride, innovazione tipica d’età antonina. La fisionomia e l’aspetto dell’intellettuale fanno attribuire il ritratto a uno degli Antonini, in particolare ad Antonino Pio, imperatore dal 138 al 161 d.C.
L’opera poteva essere frutto di un impegnativo atto di evergetismo, forse ad opera di un importante patrono locale, in continuità con il ciclo statuario dedicato alla famiglia giulio-claudia, rinvenuto nella basilica, a testimoniare il forte legame di Veleia con Roma e la famiglia imperiale ancora nell’età degli Antonini. Proprio sotto il regno di Antonino Pio, nel 148 d.C., è infatti console suffetto il cavaliere Lucio Celio Festo, patrono della Res Publica Veleiatium e influente senatore.