Ritratto di giovane donna

Il ritratto fu trovato a Veleia il 28 aprile 1760, vicino alla scala dell’ingresso ovest della basilica, poco distante dal luogo in cui era stata ritrovata la Tabula Alimentaria.
Raffigura una giovane donna con la testa lievemente inclinata a destra e i tratti del viso molto accurati. I bulbi degli occhi, di cui uno solo è conservato, erano in calcedonio. La particolare acconciatura con capelli corti naturali pettinati all’indietro con una fascia sopra alla fronte, non rifinita, ha fatto ritenere che si tratti di una pettinatura c.d. “all’Ottavia”, caratterizzata da un rotolo di capelli sulla fronte, ciocche ondulate ai lati del viso e un riccio annodato sulla nuca, parti che erano aggiunte alla scultura, come si deduce dalle scalpellature sulla fronte.
La scultura in bronzo, una fusione cava indiretta a cera persa, è una produzione di officine dell’area dell’Emilia occidentale, parte di una corrente artistica “provinciale” che evidenzia le caratteristiche fisionomiche e naturalistiche, secondo la tradizione centro-italica, e che ha le sue radici nell’arte ellenistica.
Il ritratto di giovane donna è stato messo in relazione alla figura di Baebia Bassilla, citata in una iscrizione su una grande lastra di marmo, spezzata in quattro parti, ritrovata nel 1760 nell’area del foro di Veleia, in prossimità dell’edificio della basilica.

Baebia T. [iti] f.[ilia] Ba[silla] calchidicum municipibus suis dedit

L’iscrizione ricorda l’atto di evergetismo privato di una donna della gens Baebia, famiglia citata anche nella Tabula Alimentaria e ben documentata in regione. La pratica di donare beni privati alla collettività per il sostentamento degli indigenti o per la realizzazione o ristrutturazione di edifici pubblici è diffusa nel mondo romano, ma il dono eccezionale di un intero portico alla sua città, compiuto da una generosa matrona, potrebbe averle fatto ben meritare un ritratto da collocare nel foro: per questo nella storia degli studi si è affacciata presto la proposta di riconoscere come Baebia Bassilla la giovane donna celebrata nel bronzo, pur in assenza di prove archeologiche più consistenti.