Monumenti pubblici a Veleia

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Monumenti pubblici a Veleia

1.

Lex de Gallia Cisalpina, metà I secolo a.C. Rinvenuta il 24 aprile 1760, questa tavola in bronzo riporta parte di una legge romana riguardante le competenze giudiziarie dei magistrati operanti nella provincia della Gallia Cisalpina, istituita tra fine II e inizi I secolo a.C. L’iscrizione (0,72 x 0,55 m) è composta da 110 righe, ripartite in due colonne. Sul margine e al centro, sono presenti i fori che dovevano consentirne l’affissione, in modo da rendere questa, così come le altre leggi romane, accessibile a tutti i cittadini.
Del testo sono conservati solo gli articoli dal 20 al 22, la fine dell’articolo 19 e l’inizio del 23; mancano dunque tre tavole precedenti e almeno una seguente: da essi apprendiamo come i magistrati locali avessero facoltà di giudicare solamente cause il cui oggetto non superasse il valore di 15.000 sesterzi. Tale particolare regime processuale fu forse riservato solo a questa provincia, la cui romanizzazione era stata accelerata da Cesare in segno di riconoscenza verso i numerosi cisalpini che avevano militato nel suo esercito.
L’iscrizione si può datare tra il 49 a.C., anno in cui, su iniziativa di Cesare, venne concessa la cittadinanza romana a tutta la Cisalpina, e il 42 a.C., quando la provincia venne abolita e divenne parte integrante dell’Italia romana.

2.

Ercole ebbro e clava, bronzo, fine I-inizi II sec. d.C. La statuetta è stata trovata il 10 luglio del 1760, sotto la tavola di marmo posta sul lato ovest del foro, davanti alle botteghe, insieme ad un piedistallo in bronzo. Con la mano destra impugnava, in origine, un calice spezzato in antico e di cui si conserva solo parte dello stelo. Il braccio sinistro, portato leggermente in avanti, evidenzia una mano contratta in una sorta di spasmo, nel gesto di lasciar cadere un oggetto oggi perduto: è assai probabile che impugnasse una clava, oggi riconoscibile nell’esemplare rinvenuto durante scavi degli anni Settanta del Novecento. Dal sacello centrale, probabile sede di culto, proviene anche la piccola base in pietra con dedica di L. Domizio Secundione a un sodalizio di devoti di Ercole (II secolo d.C.).

3.

Elementi appartenenti a grandi sculture in bronzo. Dalla medesima zona a destinazione pubblica provengono alcuni elementi appartenenti a grandi sculture: una mano e alcune dita in bronzo dorato; un pezzo di una spada e due aste; una borchia con testa di leone, che ricorda la medesima decorazione presente sulla corazza della statua di Germanico, trovata con il frammento di spada.