La presenza celtica

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La presenza celtica

1.

Nel IV secolo a.C. le tribù celtiche iniziano a dilagare in Emilia, ma le testimonianze della loro occupazione nel parmense sono decisamente scarse. Reperti riconducibili all’ambito celtico sono stati individuati in alcuni punti della città, compreso l’angolo sud-ovest del successivo foro romano, odierna piazza Garibaldi e, subito a ovest del torrente, lungo l’attuale via d’Azeglio. Nella zona del foro, sotto i resti del probabile tempio romano dedicato alla triade capitolina, sono stati recuperati alcuni vasi, tra cui olle destinate alla preparazione dei cibi e ciotole per il consumo; per le loro caratteristiche paiono databili alla fine del III o, più probabilmente, agli inizi del II secolo a.C.

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2.

L’elmo in bronzo apparteneva ad un guerriero celta di 25-30 anni sepolto, entro una struttura delimitata da lastre di pietra, nell’Appennino parmense, agli inizi del III secolo a.C. Provvisto di paraguance (paragnatidi) e di paranuca, aveva in origine due sottili lamine a forma di corna decorate a punzone, ma una sola è conservata. Insieme al defunto sono state deposte anche una spada, due punte di lancia e un coltello; tutte le armi, compreso probabilmente l’elmo, sono state intenzionalmente spezzate o deformate al momento della sepoltura, secondo una pratica diffusa già nel II millennio a.C. Tale rito prevede che determinati oggetti, in particolare le armi o parti dell’armatura dei guerrieri, fossero distrutte o rese inutilizzabili alla morte del proprietario.

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3.

I tre falcetti erano disposti ordinatamente uno sull’altro all’interno di una buca in cui sarebbero stati deposti, intenzionalmente, in un periodo precedente il I secolo a.C. Si tratta di falcetti messori, da utilizzare con una sola mano mentre l’altra tiene fermo il fascio di spighe. La singolare collocazione di un gruppo di attrezzi agricoli entro un’area sicuramente insediativa farebbe pensare a un ripostiglio o a un deposito votivo; l’uso di deporre strumenti di tipo agricolo (comprese le falci) a scopo rituale è documentato in ambito celtico francese già nel V secolo a.C.