Le terramare/6 – Sepolture e culti

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Le terramare/6 – Sepolture e culti

1.

Tra le terramare emiliane, la cremazione è l’unico rito funebre finora documentato. Le urne contenenti le ossa combuste erano sepolte in semplici fosse nel terreno al di fuori dell’abitato in aree deputate. I cinerari riferibili alla terramara di Parma sono stati rinvenuti a qualche centinaia di metri di distanza dall’abitato, in direzione ovest. Sono cinque in tutto con caratteristiche diverse; i due esemplari con le tipiche superfici nero-lucide sono databili tra XIV e XIII secolo a.C.

2.

In alcuni siti europei databili al pieno II millennio a.C. sono state ritrovate rappresentazioni, in bronzo o terracotta, di piccoli carri che, trainati da cavalli o uccelli, portano un disco solare. È dunque in questo periodo che si delinea uno dei più famosi miti dell’età classica, secondo cui l’alternanza notte/giorno sarebbe determinata dal viaggio che il sole compie, sul suo carro, nella volta celeste. Elementi di piccoli carri di carattere votivo potrebbero quindi essere le ruote di varia grandezza, piene o a raggi, e in corno, bronzo o terracotta, ritrovate in varie terramare.

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Le terramare/6 – Sepolture e culti

3.

Diverse terramare parmensi hanno restituito una o più figurine fittili (in terracotta) di animali, mentre molto più rari sono i soggetti antropomorfi. In questo gruppo si riconoscono bovini per il corpo massiccio, la testa corta e le protuberanze per indicare le orecchie o le corna, e capro-ovini dal muso allungato e corna più lunghe. Si ipotizza che fossero utilizzati in piccoli culti di carattere domestico.
Parte di una figurina umana sono le due gambe accostate, mentre l’esemplare cilindrico è considerato l’immagine estremamente stilizzata di una figura umana con capo coperto.

4.

I vasetti miniaturistici, riproduzione più o meno fedele del vasellame usato quotidianamente, sono ricollegati, dalla maggior parte degli studiosi, a pratiche di carattere rituale o votivo. Tale interpretazione si basa sul rinvenimento di un gran numero di questi oggetti entro grotte con sorgenti sotterranee; vasetti miniaturistici in quantità proporzionalmente rilevante sono documentati anche entro la vasca votiva di Noceto, il cui uso si data tra la fine del XV e la fine del XIV secolo a.C. Gli esemplari recuperati tra i resti degli abitati terramaricoli potrebbero essere stati utilizzati in culti domestici.

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Le terramare/6 – Sepolture e culti

5.

Nel 2009 a est dell’abitato terramaricolo è stata individuata un’area sepolcrale, con oltre 30 tombe, tutte a cremazione. La necropoli risulta particolarmente significativa per la presenza di un grande tumulo di quasi 12 m di diametro, con 4 cippi in arenaria alla sommità, e di un altro tumulo di proporzioni minori. Sotto ognuno di questi, in posizione centrale, era collocata un’urna, deposta prima dell’innalzamento degli stessi; a destra nella vetrina è esposta l’urna rinvenuta sotto il tumulo più grande. Sul pendio nord orientale di questo si concentrava poi gran parte delle altre sepolture. Elementi di corredo non sono al momento stati individuati all’interno dei cinerari, mentre dal suolo provengono frammenti o oggetti di bronzo, tra cui un pezzo di spada, gambi di spilloni, borchie, ribattini, un pendaglio. In corrispondenza di una delle urne è esposta parte delle ossa combuste del defunto, un maschio in età adulta.

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Le terramare/6 – Sepolture e culti