Le terramare/4 – Gli oggetti in bronzo

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Le terramare/4 – Gli oggetti in bronzo

1.

Reperti in bronzo e oggetti impiegati nell’attività metallurgica. Tra i pugnali si può notare l’evolversi della parte basale, da quelli più antichi con la base arrotondata (a sinistra) a quelli più recenti (XIII sec.a.C.) con manico fuso da completare con placchette in osso. Anche gli spilloni e le asce (in questo caso dall’alto in basso) variano decisamente nel corso del tempo. Sul piano orizzontale sono esposte una spada e un frammento di una seconda, punte (di lancia e di freccia), un amo e un falcetto, e oggetti per l’ornamento personale. Le barrette di bronzo potevano fungere da punteruoli, ma anche da riserva di metallo, come una sorta di lingotto. Forme di fusione e soffiatoi, usati per aumentare la temperatura del combustibile, dimostrano che a Castione Marchesi esisteva una officina metallurgica.

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Le terramare/4 – Gli oggetti in bronzo

2.

Gli oggetti esposti ben esemplificano l’altissimo livello della produzione metallurgica terramaricola. Sono presenti armi, la spada e le punte di lancia, e altri oggetti quali le asce e i pugnali utilizzabili non solo per offendere, ma anche come strumenti di lavoro; valore simbolico aveva senza dubbio l’ascia miniaturistica decorata a puntini. Alla cura e ornamento della persona si ricollegano il rasoio, gli spilloni (usati sugli abiti), il bottone, il bracciale e la fibula; con questo termine si indica la spilla, analoga a quelle in uso ancora oggi, tipo di oggetto comparso alla fine del XIII secolo a.C. Strumento di lavoro è naturalmente il falcetto, mentre il lungo scalpello in bronzo potrebbe essere, oltre che un attrezzo, una sorta di lingotto. È invece un raro lingotto di stagno la barretta di colore grigio.

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Le terramare/4 – Gli oggetti in bronzo

3.

Nei tre settori in cui è suddivisa questa parte della vetrina sono esposti oggetti in bronzo rinvenuti in strati diversi (dunque databili a fasi diverse) della terramara di Beneceto. Il gruppo più antico, composto da alcuni spilloni, un’ascia e un pugnale, si data tra la fine del XV e la metà del XIV secolo a.C. Quello centrale si inquadra tra la seconda metà del XIV e la metà del XIII secolo a.C.: spilloni e pugnali hanno diversa foggia e fanno la comparsa i rasoi e i pendagli. Gli ultimi oggetti (pugnali, anello e bracciali, spilloni, una rotella) si datano tra la seconda metà del XIII e gli inizi del XII secolo a.C.
Diversi strumenti impiegati nell’attività metallurgica, quali ugelli, soffiatoi, forme di fusione, crogioli e scorie di bronzo, rinvenuti in un’area periferica dell’abitato, sono considerati prova dello svolgimento di un’attività metallurgica. L’ugello e la forma di fusione esposti si datano all’ultima fase di frequentazione di Beneceto.