Le terramare/2 – Gli oggetti in legno

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Le terramare/2 – Gli oggetti in legno

Questi reperti in legno provengono dagli strati più profondi della terramara di Castione, dove si sono conservati grazie alle particolari condizioni di umidità; si datano all’incirca tra la fine del XVI e la fine del XV secolo a.C. Uno dei manufatti più importanti è sicuramente la ruota per carro, unico esemplare noto in area terramaricola. Le due piccole ruote sottostanti potrebbero appartenere a dei modellini di carro oppure, e forse più probabilmente, essere volani per trapani. A destra si riconoscono dei cucchiai e nella parte inferiore una serie di fusi, impiegati nella filatura; associati alla fusaiola, rotella di terracotta che facilita il movimento rotatorio del fuso, trasformano le fibre (vegetali o animali) in filo. Sul basamento, oltre alle fusaiole sono esposti i pesi da telaio, sempre in terracotta e di forma circolare, cilindrica o quadrata, che tengono tesi i fili dell’ordito sul telaio verticale. Altri elementi impiegati durante la tessitura potrebbero essere sia il lungo strumento orizzontale simile a una spada (la cosiddetta spada da tessitore), sia la spoletta esposta al di sotto dei fusi.

Incerta è invece la funzione dei due contenitori allungati con manico; fermi o elementi di incastro potrebbero essere i reperti con un’estremità ingrossata sempre esposti sul basamento.

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Le terramare/2 – Gli oggetti in legno

Tra i reperti lignei di Castione sono compresi numerosi taglieri di forme e dimensioni diverse. Sono presenti anche piccoli contenitori, quali scodelline o mestoli, alcuni di grande raffinatezza, parti di cesti, manici con punte in bronzo e immanicature per asce in bronzo; l’ascia si fissa al manico grazie all’incastro tra le due alette e ai lacci di cuoio con cui viene bloccata, ancora conservati sull’immanicatura frammentaria esposta sulla parete, nell’ultima parte della vetrina.

Le due aste sullo sfondo, la cui funzione non è purtroppo nota, hanno estremità sagomate o ingrossate e sono i due unici oggetti decorati, con sottili linee incise a formare motivi geometrici, di questa collezione. L’elemento semicircolare nell’angolo destro è invece un fungo parassita degli alberi di quercia, non commestibile e utilizzato per la preparazione delle esche da fuoco.

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Le terramare/2 – Gli oggetti in legno

I bastoni appuntiti in alto a sinistra potrebbero essere dei bastoni spaccazzolle, utilizzati cioè, come avviene in contesti etnografici, per integrare il lavoro dell’aratro; quello sottostante, frammentario, è forse parte di una forcella utilizzata come supporto. Al mondo agricolo sarebbero da ricollegare anche le tavole con appendici della parte destra, interpretate dagli studiosi (seppure ancora con un certo margine di dubbio) come elementi di aratro, probabilmente inseriti nel vomere (e facilmente sostituibili) per evitarne la rapida usura.

Sul piano basale sono poggiati frammenti di assi, di tavolato, di una trave a sezione quadrangolare; incerta è invece la funzione della tavola trapezoidale con foro e appendice.

I pali, a differenza di tutti gli altri reperti lignei qui esposti, provengono dalla terramara di Parma, non da quella di Castione Marchesi.

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Le terramare/2 – Gli oggetti in legno

Nella parte inferiore della parete sono esposte immanicature di tipo diverso: i due esemplari a sinistra sono probabilmente destinati ai falcetti, mentre al centro si può vedere la parte superiore di un’immanicatura per asce le cui alette sono ancora circondate dai lacci di cuoio destinati a fermare lo strumento in bronzo. Altri reperti di questo gruppo possono essere interpretati come zappette o uncini, mentre i due manufatti triangolari esposti nella parte alta, il più piccolo dei quali pesantemente deformato, potrebbero essere due vanghe. Ancora legato all’aratro potrebbe essere l’elemento circolare a sinistra in alto.

Forse elementi strutturali, con caratteristiche e funzioni diverse, sono i reperti con fori regolari di diverse dimensioni esposti nella parte destra.