Le terramare/3 – L’osso e il corno

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Le terramare/3 – L’osso e il corno

Dal corno di cervo (più correttamente palco) e da alcune ossa animali si ottenevano attrezzi e strumenti di lavoro (manici per punte in bronzo, aghi, punteruoli), armi (frecce), oggetti per l’ornamento personale.

Le spatole avevano per esempio molteplici usi, tra cui probabilmente la lisciatura delle superfici dei vasi. Le tracce lasciate sui denti rivelano se un pettine era stato impiegato per stringere la trama dei tessuti oppure per i capelli; le rotelle erano, forse, capocchie di spilloni in bronzo. Di altissimo livello è la decorazione che compare su questi tipi di oggetti, con motivi triangolari oppure a cerchielli di forma perfetta.

Ancora più complessa è la decorazione del grande disco: tutta la superficie è incisa con linee concentriche, linee ondulate alternate a piccoli punti e linee formate da punti. Nei piccoli incavi circolari e in quello centrale erano probabilmente inserite delle placchette d’ambra. Oggetto senza confronti, ne sono state proposte diverse interpretazioni, tra cui quella di immagine del disco solare, sul modello delle coeve lamine in oro, oppure (e non necessariamente in alternativa) di insegna di potere.

Sicuramente appannaggio di pochi individui possessori di cavalli erano poi i montanti di morso, mentre è difficile stabilire se le frecce fossero impiegate come arma o, forse meno probabilmente, come strumento di caccia.