Vetrina 06

L’età del Rame

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1 – L’età del Rame

1.

Gli splendidi pugnali, rinvenuti nell’Ottocento, erano quasi certamente parte di corredi funerari maschili. Sono realizzati in pregiata selce alpina, asportando piccole schegge su tutta la superficie secondo una tecnica denominata “ritocco piatto”. Le sepolture maschili comprendevano, in combinazioni variabili, punte di freccia e/o pugnale in selce, un’ascia in pietra levigata, più raramente un pugnale e/o un’ascia di rame. La costante presenza di armi dimostra che tutti i maschi adulti conoscevano l’arte del combattimento.

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2 – L’età del Rame

2.

Nei pressi dell’Aeroporto di Parma, in una depressione larga circa 5 metri e profonda uno, sono stati recuperati molti resti di fauna (ovini, suini, cani e due crani e alcuni palchi di cervo), frammenti ceramici e strumenti litici inquadrabili nel III millennio a.C. Tra il vasellame si distingue un’olla, in ceramica ben levigata e decorata a graticcio inciso. Un’ansa a gomito con bottone cilindrico è l’elemento più recente, già ai limiti dell’età del Bronzo.

3.

In un’estesa area a sud-ovest della città è stato scoperto un vasto insediamento con grandi edifici rettangolari di cui si conservano grandi buche di palo e complesse trincee di fondazione. Larghi mediamente da 4,5 a 6,5 metri, tali edifici potevano superare, in lunghezza, i 50 metri e avere, in qualche caso, un lato corto absidato; i più grandi erano spesso divisi internamente in più ambienti e dotati di focolari in prossimità dei lati corti. Gli strumenti litici sono realizzati prevalentemente in rocce locali, solo le punte di freccia e quelle a semiluna sono in selce alpina. Le ceramiche, a superfici scabre di vari tipi, a squame, a cuppelle, a cordoni e a teorie di fori, si datano tra la fine del IV e la metà del III millennio a.C. e mostrano rapporti, oltre che col mondo padano, con l’Italia peninsulare. Oggetto estrememente raro è la lunga lama di pugnale in rame.

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3 – L’età del Rame – L’età del Rame

4.

Sepoltura femminile nel cui corredo figurano diversi elementi per l’ornamento personale: una collana di perle di calcite, numerosi frammenti di dentalium forse in origine cuciti sull’abito, pendagli ricavati da denti e da conchiglie; è presente anche una punta di freccia in selce.

5.

Appartengono alla Cultura del vaso campaniforme due tombe multiple, databili tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C., a pianta quadrata e con diversi oggetti di corredo. La tomba 1 (a sinistra nella vetrina), con lati lunghi 2,20 metri, ospitava una donna di circa 30 anni e un uomo di 30-40, in posizione rannicchiata e contrapposta; due boccali (uno dei quali con tipica decorazione campaniforme), la punta in rame e il pugnale in selce erano accanto all’uomo, gli altri due vasi, un boccale con ansa e il bicchiere campaniforme, all’ingresso della tomba.
Nella tomba 2, con lati di 2,20×2,70 metri circa, erano deposti, sempre rannicchiati e in posizione bipolare, tre defunti: due uomini (uno di oltre 60 anni, l’altro di oltre 50) e, al centro, una giovane donna (15-18 anni) con orientamento opposto. Ai piedi dell’uomo più giovane era collocata la scodella su piedi contenente un bicchiere campaniforme e un boccale con ansa; tra il volto di questo e i piedi della ragazza c’era un secondo bicchiere campaniforme, mentre la grande scodella, con l’altro boccale ansato al suo interno, era all’ingresso della tomba.

6.

La piccola punta in rame proviene da una sepoltura con defunto rannicchiato messa in luce a Fraore. Le punte di freccia in selce, l’ascia in rame a margini piatti, il bracciale d’arciere sono stati recuperati nell’Ottocento nella terramara di Castione Marchesi, ma si tratta di manufatti riconducibili all’avanzata età del Rame; il bracciale da arciere, in particolare, è tipico dei contesti campaniformi.

7.

Nei pressi del fiume Taro, entro una cava, è stato rinvenuto un esteso sepolcreto comprendente una quarantina di sepolture, raggruppate in sette nuclei distinti e databili alla fine dell’età del Rame. I defunti erano collocati entro una semplice fossa oppure in fossa posta al centro di una struttura circolare. Solo un esiguo numero di essi era dotato di corredo: i tre vasi esposti, due dei quali di tipo campaniforme, appartenevano a tre sepolture diverse.