L’età del Rame

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L’età del Rame

1.

Gli splendidi pugnali, rinvenuti nell’Ottocento, erano quasi certamente parte di corredi funerari maschili. Sono realizzati in pregiata selce alpina, asportando piccole schegge su tutta la superficie secondo una tecnica denominata “ritocco piatto”. Le sepolture maschili comprendevano, in combinazioni variabili, punte di freccia e/o pugnale in selce, un’ascia in pietra levigata, più raramente un pugnale e/o un’ascia di rame. La costante presenza di armi dimostra che tutti i maschi adulti conoscevano l’arte del combattimento.

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L’età del Rame

2.

Nei pressi dell’Aeroporto di Parma, in una depressione larga circa 5 metri e profonda uno, sono stati recuperati molti resti di fauna (ovini, suini, cani e due crani e alcuni palchi di cervo), frammenti ceramici e strumenti litici inquadrabili nel III millennio a.C. Tra il vasellame si distingue un’olla, in ceramica ben levigata e decorata a graticcio inciso. Un’ansa a gomito con bottone cilindrico è l’elemento più recente, già ai limiti dell’età del Bronzo.

3.

In un’estesa area a sud-ovest della città è stato scoperto un vasto insediamento con grandi edifici rettangolari di cui si conservano grandi buche di palo e complesse trincee di fondazione. Larghi mediamente da 4,5 a 6,5 metri, tali edifici potevano superare, in lunghezza, i 50 metri e avere, in qualche caso, un lato corto absidato; i più grandi erano spesso divisi internamente in più ambienti e dotati di focolari in prossimità dei lati corti. Gli strumenti litici sono realizzati prevalentemente in rocce locali, solo le punte di freccia e quelle a semiluna sono in selce alpina. Le ceramiche, a superfici scabre di vari tipi, a squame, a cuppelle, a cordoni e a teorie di fori, si datano tra la fine del IV e la metà del III millennio a.C. e mostrano rapporti, oltre che col mondo padano, con l’Italia peninsulare.

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L’età del Rame

4.

Sepoltura femminile nel cui corredo figurano diversi elementi per l’ornamento personale: una collana di perle di calcite, numerosi frammenti di dentalium forse in origine cuciti sull’abito, pendagli ricavati da denti e da conchiglie; è presente anche una punta di freccia in selce.

5.

Due tombe multiple e con diversi oggetti di corredo appartengono alla Cultura del vaso campaniforme; sono a pianta quadrata e con lati di circa 2,50 m e sono databili tra la fine del III e l’inizio del II millennio a.C. La tomba 1 (a sinistra) ospitava una donna di circa 30 anni e un uomo di 30-40, in posizione rannicchiata e contrapposta; due boccali, la punta in rame e il pugnale in selce erano accanto all’uomo, gli altri due boccali all’ingresso della tomba.
Tre defunti, sempre rannicchiati e contrapposti, erano deposti nella tomba 2: due uomini (uno di oltre 60 anni, l’altro di oltre 50) e, al centro, una giovane donna (15-18 anni) con orientamento opposto. A fianco dell’uomo più giovane erano posti un bicchiere campaniforme, un boccale con ansa e la scodella su piedi; a fianco di quello più anziano la lama di selce e presso la ragazza un bicchiere campaniforme. La scodella più grande e l’altro boccale ansato erano all’ingresso della tomba.

6.

La piccola punta in rame proviene da una sepoltura con defunto rannicchiato messa in luce a Fraore. Le punte di freccia, l’ascia a margini piatti, il bracciale d’arciere sono stati recuperati nell’Ottocento nella terramara di Castione Marchesi, ma si tratta di manufatti riconducibili all’avanzata età del Rame; il bracciale da arciere, in particolare, è tipico dei contesti campaniformi.

7.

Nei pressi del fiume Taro, entro una cava, è stato rinvenuto un esteso sepolcreto comprendente una quarantina di sepolture, raggruppate in sette nuclei distinti e databili alla fine dell’età del Rame. Le tombe erano a semplice fossa oppure in fossa posta al centro di una struttura circolare. Solo un esiguo numero di defunti era dotato di corredo: i tre vasi esposti, due dei quali di tipo campaniforme, appartenevano a tre sepolture diverse.