Il Paleolitico e il Mesolitico

immagine per Il Paleolitico e il Mesolitico
Il Paleolitico e il Mesolitico

1.

Blocco di calcare silicizzato con evidenti tracce del distacco di schegge di grandi dimensioni.

2.

Sono alcuni dei più antichi manufatti: gli estesi strati di loess, sedimenti eolici molto fini che si accumulano durante i periodi glaciali, a cui erano associati ha consentito di datarli tra 70.000 e 50.000 anni fa, dunque al cosiddetto Paleolitico medio. A sinistra sono diverse schegge ricavata da calcare silicizzato, al centro un bifacciale e un nucleo lavorato con tecnica Levallois e poi schegge ritoccate e trasformate in raschiatoi, punte e grattatoi. La tecnica Levallois consente di ottenere, effettuando una serie di stacchi preparatori sul nucleo, una scheggia della forma desiderata (predeterminata).

3.

Il diaspro del Monte Lama è una roccia silicea caratterizzata da un acceso tono rosso scuro. Lo sfruttamento di queste vene, iniziato già nel Paleolitico medio, diviene particolarmente intenso nel Paleolitico superiore (40.000-10.000 anni fa circa). In loco venivano effettuate anche le lavorazioni preliminari: lo dimostrano le migliaia di schegge lì abbandonate, la presenza di nuclei e il fatto che gli strumenti finiti sono molto pochi.
Nel Paleolitico superiore si iniziano a produrre schegge di forma più allungata, da cui la definizione di lame, e a differenziare maggiormente gli strumenti destinati alle varie funzioni; compaiono bulini, grattatoi, perforatori.

4.

I due gruppi di strumenti mesolitici provengono da due distinte località, Collecchio (a sinistra) e Monte Camulara (a destra).
Il rinvenimento di Collecchio, posto a 106 m s.l.m., è il più basso sito mesolitico finora noto; era probabilmente un vero campo base stagionale di media durata, legato a diverse attività di sussistenza. Sono stati qui recuperati resti di carbone, di fauna e migliaia di strumenti litici realizzati con rocce locali. Alcune date ottenute con il C14 e la tipologia degli strumenti litici lo datano a circa 10.000 anni fa; per tipologia e tecnologia degli strumenti stessi è inquadrabile nella cosiddetta industria Sauveterriana.
Più recenti sono i materiali di Monte Camulara, databili tra 8.500 e 7.500 anni fa. Il sito si trova a oltre 1.300 m s.l.m. ed è uno dei numerosi accampamenti stagionali di alta quota individuati in Appennino. Tra gli strumenti litici, riconducibili all’industria litica Castelnoviana, diventano particolarmente frequenti le lamelle e i trapezi.