Parma romana e tardo antica

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Descrizione

Poco si sa della città di età repubblicana, ma è probabile che già dal II secolo a.C. esistesse il Capitolium nell’area forense. Sotto Augusto, nel corso del I secolo d.C., Parma vive una stagione di grande rinnovamento: le zone che tendevano a impaludarsi sono bonificate con migliaia di anfore, vengono realizzati l’acquedotto in muratura e l’impianto fognario, sono costruiti (o ricostruiti) il Capitolium e le mura, edificati il teatro e, probabilmente, un ponte in muratura sul torrente, monumentalizzate le porte e lastricate le strade all’interno della città. Anche nel II secolo si costruiscono o si restaurano grandi edifici pubblici, tra cui le terme dell’area del Tribunale e forse altre nell’area forense (da cui proviene il mosaico con centauro).
Provengono invece da luoghi di culto statuette fittili raffiguranti una dea o un’offerente e altri reperti databili al III/II secolo a.C. tutti rinvenuti in un’area sacra, alla periferia est della città, forse dedicata a divinità femminili; dal Capitolium i frammenti della decorazione architettonica fittile e altri oggetti votivi e ceramiche ad essi associati. A sud, sempre ai limiti dell’area urbana, era situato il teatro; la decorazione architettonica e scultorea, in marmo lunense, è in gran parte di età augusteo-tiberiana, epoca del grande rinnovamento cittadino.
Del tutto particolare è l’imponente deposito votivo formatosi tra la fine del III secolo a.C. e il II secolo d.C. in prossimità di un guado sul torrente: qui sono stati gettati monete e oggetti metallici (bronzetti raffiguranti divinità, animali, conchiglie, astragali, timoni, aghi, chiavi, gioielli) come offerta di risarcimento alla divinità fluviale in occasione dell’attraversamento.
Un vero e proprio tesoro è stato rinvenuto nel 1821 durante la costruzione del Teatro Regio; costituito da monete e monili d’oro, era probabilmente il donativo di un militare che, intimorito dalle prime invasioni barbariche, lo aveva occultato nella seconda metà del III secolo d.C.
Nel corso del III secolo, l’impero romano fu sconvolto da problemi economici, dalla pressione di popolazioni ai confini settentrionali e dall’anarchia militare. A Parma vennero ricostruite le mura lungo il quadrilatero augusteo. I tesori del Teatro Regio e quello di Borgo delle Orsoline, occultati nel III secolo, sono una spia dell’incertezza dei tempi, ma anche testimonianza della presenza di un ceto urbano dalle buone capacità economiche e di militari o funzionari di alto grado.
La conferma dell’inasprimento della situazione rurale e delle precarie condizioni di vita si desume dall’abbandono, nel corso del IV secolo, di quasi tutte le ville della pianura mentre nel IV e V secolo sopravvissero solo alcuni insediamenti nelle medie vallate appenniniche.

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Bibliografia

Storia di Parma. Parma romana, a cura di Domenico Vera, Parma, Monte Università Parma, 2009

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