Descrizione
Dopo il collasso della Civiltà terramaricola, la pianura emiliana sembra attraversare un lungo periodo di spopolamento. Le prime tracce di una rinnovata occupazione si datano al VII secolo a.C. e appartengono a comunità di cultura etrusca. In questa nuova fase il popolamento non è più concentrato in grandi villaggi, ma distribuito in piccoli nuclei di capanne legate allo sfruttamento agricolo del territorio. Tali nuclei sono di solito posizionati lungo vie di percorrenza, ad esempio quelle vallive, oppure nei pressi di guadi, così da affiancare all’attività agricola anche il controllo delle vie di traffico. Tra i siti più importanti, da cui provengono frammenti di vasellame, fusaiole e pesi da telaio, sono da segnalare Baganzola, Pedrignano-SPIP, Parma-via Saragat; un gruppo di fornaci è stato scoperto a S.Pancrazio.
Nei pressi delle capanne, eventualmente separate da un fossato o una staccionata, sono spesso localizzate le aree funerarie; proprio da questi ritrovamenti emerge la tranquilla convivenza degli Etruschi con minoranze appartenenti ad altre aree culturali. Oggetti di corredo estranei al mondo etrusco sono ad esempio inseriti, nelle sepolture a cremazione, entro i doli contenenti i resti dei defunti. Le inumazioni possono essere accompagnate, dalla fine del VI secolo a.C., da strutture a tumulo, riservate a defunti di alto rango che ostentano così le loro prerogative, dal possesso di terreni al controllo delle vie di traffico.
Resti frammentari di vasi e supporti in bucchero di grandi dimensioni, quasi certamente prodotti da artigiani specializzati e destinati a pratiche cerimoniali sono stati rinvenuti in una fossa nei pressi del piccolo abitato di Pedrignano. Di carattere votivo è ritenuto da alcuni studiosi anche il ripostiglio di aes signatum, composto da blocchi di rame ferroso (per un peso totale di circa 14,5 kg) con un’impronta che ricorda un ramo secco, deposto in una zona ricca d’acqua e di risorgive non lontana dal tracciato della futura via Emilia.
Nel IV secolo a.C. il dilagare delle tribù celtiche determina il collasso del sistema urbano e commerciale degli Etruschi; per il periodo del predominio celtico il ritrovamento più significativo è costituito dalla tomba a cassetta, e del relativo corredo, di un guerriero deposto agli inizi del III secolo a.C.
Bibliografia
Storie della prima Parma: Etruschi, Galli, Romani. Le origini della città alla luce delle nuove scoperte archeologiche, a cura di Daniela Locatelli, Luigi Malnati, Daniele F. Maras, Roma, L’Erma di Bretschneider, 2013
Storia di Parma. Parma romana, a cura di Domenico Vera, Parma, Monte Università Parma, 2009







