La pittura toscana e in Italia centrale 1200-1500

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La pittura toscana e in Italia centrale 1200-15002021-02-12T09:05:58+01:00

La pittura toscana e in Italia centrale 1200-1500

Questa prima sala dedicata alla pittura toscana raccolta dai collezionisti parmigiani e confluita progressivamente in Pilotta si apre con l’imponente tavola a fondo oro di Agnolo Gaddi caratterizzata da un’impostazione monumentale delle figure disposte in ordine simmetrico.

Il trittico, proveniente dal convento domenicano di Santa Maria Novella, raffigura la Madonna con in grembo il Bambino seduta su un ricco trono gotico, attorniata da angeli e santi, tra cui San Domenico fondatore dell’ordine. In basso a sinistra compare, più piccola, una monaca in preghiera, forse la donatrice del dipinto. I colori brillanti e le tinte pastello dei tessuti sono impreziositi dall’altissima qualità tecnica delle aureole fittamente cesellate.

Più aperta al linguaggio figurativo degli artisti del primo Rinascimento Fiorentino è invece la tavola del giovane Beato Angelico esposta nel terzo segmento di questa sezione, dove la solenne compattezza della Vergine prende forma grazie al fascio di luce che dà slancio alle robuste pieghe della veste.

Poco più in là si trova la celebre Scapiliata di Leonardo da Vinci, una fanciulla dall’aria assorta e il sorriso appena accennato con i capelli che vibrano liberi nel vento. Realizzata verso la fine del ‘400 su una piccola tavola in legno di noce, si tratta di un’opera non finita in cui l’artista con pochi tratti e un sapiente gioco di sfumature descrive un volto dai lineamenti delicati, caratterizzandone l’espressione e i “moti dell’animo’’ in una ricerca del movimento tipica dell’ultimo scorcio del XV secolo.

Affianco si trovano l’Assunzione della Vergine attribuita al Botticelli e la Deesis tra i santi Paolo e Caterina di Giulio Romano, uno degli allievi più dotati di Raffaello, espressione del Rinascimento maturo dell’Italia Centrale. Realizzata per la chiesa conventuale del Monastero di San Paolo, è una delle sue opere di maggiore rifinitura esecutiva, ancora profondamente segnata da modelli classici raffaelleschi.

Credits fotografici
Giovanni Hänninen

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