Farnese Festival- Antonio Vivaldi e Le Quattro Stagioni

Farnese Festival- Antonio Vivaldi e Le Quattro Stagioni

2024-06-17T15:32:42+02:00

Nel percorso artistico di Antonio Vivaldi, l’interesse per l’opera emerse relativamente tardi.

9 Giugno 2024 – ore 20.30

Teatro Farnese



Conosciuto come virtuoso eccellente, insegnante di talento e compositore prolifico di musica strumentale, Vivaldi si avvicinò al mondo del teatro solo intorno ai trentacinque anni alla ricerca, non solo di maggiori compensi economici, ma anche per raggiungere nuovi traguardi artistici che potessero qualificarlo come un compositore «universale». Tuttavia, fu soprattutto grazie ai suoi concerti che riuscì a conseguire fama universale; un esempio emblematico è rappresentato dalle Quattro stagioni, una serie di concerti tripartiti per violino solo e orchestra tra i più conosciuti al mondo che costituiscono uno dei capolavori iconici del Barocco. Fanno parte di una raccolta più ampia, Il cimento dell’armonia e dell’invenzione op. VIII, che Vivaldi pubblicò ad Amsterdam nel 1725 presso Michel-Charles Le Cène, pur avendoli scritti alcuni anni prima. Nella lettera dedicatoria indirizzata al conte boemo Wenzel von Morzin, l’Autore definiva questi capolavori «deboli Concerti», ben lontano dall’immaginare il grande successo che avrebbero riscosso nel tempo. Le composizioni spiccano per gli inconsueti impasti coloristici determinati dall’utilizzo di nuove tecniche per gli archi: sordina, corde pizzicate, unissoni, il tutto proposto per ottenere timbri e contrasti originali volti a delineare immagini sonore. Il Prete Rosso, con i suoi concerti che rinnovarono il genere, fu di notevole impatto in ogni parte d’Europa, tanto che, persino Johann Sebastian Bach trascrisse molte sue composizioni.

Come era consuetudine, i brani uscirono in parti separate, curiosamente accompagnati da sonetti esplicativi anonimi, forse scritti dallo stesso Vivaldi, considerata la scarsa qualità poetica degli stessi. Al contrario, alcuni sostengono che furono aggiunti successivamente per agevolare l’ascoltatore nella comprensione dei vari movimenti. In ogni caso, ci troviamo di fronte a uno dei primi esempi di musica a programma, ovvero a composizioni di carattere descrittivo che assicurarono allora e conferiscono tuttora a Vivaldi grande notorietà.

Primavera

Giunt’ è la Primavera e festosetti / La Salutan gl’Augei con lieto canto, / E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti / Con dolce mormorio Scorrono intanto: / Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto / E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti / Indi tacendo questi, gl’Augelletti / Tornan’ di nuovo al lor canoro incanto: / E quindi sul fiorito ameno prato / Al caro mormorio di fronde e piante / Dorme ’l Caprar col fido can’ à lato. / Di pastoral Zampogna al suon festante / Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato / Di primavera all’apparir brillante.

Estate

Sotto dura Staggion dal Sole accesa / Langue l’uom, langue ’l gregge, ed arde il Pino / Scioglie il Cucco la Voce, e tosto intesa / Canta la Tortorella e ’l gardelino. / Zèfiro dolce Spira, ma contesa / Muove Bòrea improviso al Suo vicino / E piange il Pastorel, perché sospesa / Teme fiera borasca, e ‘l suo destino / Toglie alle membra lasse il Suo riposo / Il timore de’ Lampi, e tuoni fieri / E de mosche e moscon lo Stuol furioso. / Ah, che purtroppo i suoi timor Son veri! Tuona e fulmina il Ciel e grandioso: / Tronca il capo alle Spiche ed a’ grani alteri.

Autunno

Celebra il Vilanel con balli e Canti / Del felice raccolto il bel piacere / E del liquor de Bacco accesi tanti / Finiscono col Sonno il lor godere / Fà ch’ ogn’ uno tralasci e balli e canti / L’aria che temperata dà piacere, / E la Stagion ch’ invita tanti e tanti / D’ un dolcissimo Sonno al bel godere. / I cacciator alla nov’alba a caccia / Con corni, Schioppi, e canni escono fuore / Fugge la belva, e / Seguono la traccia / Già Sbigottita, e lassa al gran rumore / De’ Schioppi e cani, ferita minaccia / Languida di fuggir, ma oppressa muore.

Inverno

Aggiacciato tremar trà nevi algenti / Al Severo Spirar d’orrido Vento, / Correr battendo i piedi ogni momento / E pel Soverchio gel batter i denti / Passar al foco i dì quieti e contenti Mentre la pioggia fuor bagna ben cento / Caminar Sopra il giaccio, e à passo lento / Per timor di cader gersene intenti / Gir forte Sdruzziolar, cader à terra / Di nuove ir Sopra ’l giaccio e correr forte / Sin ch’il giaccio si rompe, e si disserra / Sentir uscir dalle ferrate porte Sirocco Borea, e tutti i Venti in guerra / Quest’è ’l verno, mà tal, che gioia apporte.


PROGRAMMA

Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – 1741)

  • Sinfonia da Ercole su’l Termodonte (RV 710)
  • Sinfonia da Griselda (RV 718)
  • Sinfonia Dorilla in tempe (RV 709)
  • Sinfonia Le Quattro Stagioni

– Concerto per violino in Mi maggiore (RV 269)
  Primavera
  I. Allegro
  II. Largo e pianissimo sempre
  III. Allegro pastorale

– Concerto per violino in Sol minore (RV 315)
  Estate
  I. Allegro non molto
II. Adagio e piano. Presto e forte
III. Presto

– Concerto per violino in Fa maggiore (RV 293)
  Autunno
  I. Allegro
  II. Adagio molto
  III. Allegro

– Concerto per violino in Fa minore (RV 297)
  Inverno
I. Allegro non molto
II. Largo
III. Allegro


ORCHESTRA EUROPA GALANTE

Fabio Biondi, primo violino e direttore

Violini I
Beatrice Scaldini
Barbara Altobello
Rafael Negri

Violini II
Andrea Rognoni
Silvia Falavigna
Rossella Borsoni

Viole
Pablo de Pedro
Armando Barilli

Violoncelli
Alessandro Andriani
Perikli Pite

Contrabbasso
Patxi Montero

Tiorba
Giangiacomo Pinardi

Cembalo
Paola Poncet

EUROPA GALANTE
è nata nel 1989 dal desiderio del suo direttore artistico,Fabio Biondi, di fondare un gruppo strumentale italiano per le interpretazioni su strumenti d’epoca del grande repertorio barocco e classico. La scoperta della musica antica era allora appannaggio esclusivo dei musicisti del Nord d’Europa e l’esigenza di una ri-lettura italiana di questo repertorio è stata alla base della costituzione di Europa Galante.

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