Francesco Antonio Pistocchi (1659-1926), detto il Pistocchino, fu uno dei castrati più celebri vissuti a cavallo tra Seicento e Settecento. Dal 1686 al 1695, fu al servizio dei Farnese a Parma e intervenne anche alle fastose rappresentazioni organizzate nel 1690 in occasione delle nozze del principe Ranuccio con Dorotea Sofia, contessa palatina di Neuburg. Si trattava pure di un ottimo compositore e scriveva ruoli destinati a essere interpretati da lui stesso. È probabile che ciò sia accaduto pure riguardo all’oratorio dedicato al martirio di Sant’Adriano che Pistocchi scrisse su libretto di Silvio Stampiglia. Il testo racconta la leggenda di Adriano di Nicomedia, un pagano nato intorno al 278 d.C. che, pur essendo un capitano dell’esercito romano costretto a perseguitare i Cristiani, colpito dalla loro fermezza, si convertì. Venne torturato col taglio degli arti e morì martire. Tra i personaggi, troviamo la moglie Natalia, già convertita al Cristianesimo, e l’amico Claudio, al servizio dell’Imperatore Massimiano, che cercò di dissuaderlo dalla sua nuova fede.
Il lavoro, come ogni oratorio, presentava pochi personaggi in scena ed era destinato a essere allestito durante il periodo quaresimale, quando i teatri erano chiusi. Fu rappresentato a Modena nel 1692 in occasione delle nozze di Francesco II d’Este con la cugina Margherita Farnese. Successivamente, fu replicato quattro anni dopo, sempre a Modena e venne realizzato in diverse città quali Venezia presso il convento dei SS. Giovanni e Paolo, quando, nel 1699, il compositore prestava servizio presso il Margravio di Brandemburgo.
Compagnia de Violini
in collaborazione con il Conservatorio di musica “Arrigo Boito” di Parma.
- Rui Hoshina, soprano
- Valentina Ferrarese, contralto
- Alberto Allegrezza, tenore
- Guglielmo Buonsanti, basso
- Alessandro Ciccolini, primo violino
- Francesco Baroni, clavicembalo e direzione